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Finalmente la Juve: Dybala fa paura, ma qualcosa ancora non va

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La Juve torna solida e vincente come negli ultimi anni: Dybala e Pjanic impressionano, ma Allegri deve lavorare tanto sulla difesa. La sensazione di insicurezza resta la stessa del pre-campionato

La Supercoppa Italiana è ormai un lontanissimo ricordo. La Juve ha ritrovato il calore dei propri tifosi e la fiducia che, contro la Lazio, sembrava essersi smarrita. La prova contro il Cagliari fa emergere un dato molto rassicurante, sul quale Allegri può dormire sonni tranquilli: la Juve ha ritrovato lo spirito dei giorni migliori, accantonando la presunzione avuta all’Olimpico domenica scorsa. Ed è già una notizia molto positiva, perché si è vista una squadra profondamente cambiata dal punto di vista dell’atteggiamento. L’approccio è stato buono, con il gol di Mandzukic che ha nel complesso agevolato la prestazione del primo tempo.

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Pjanic e Dybala bene, ma la fase difensiva preoccupa

La nota più positiva dell’Allianz Stadium è stata certamente Paulo Dybala, l’unico salvabile in Supercoppa Italiana, nonché il migliore contro il Cagliari. La maglia numero dieci lo ha caricato di responsabilità e lo ha liberato dalle ansie che potevano accumularsi dopo Cardiff. E, con personalità, ha preso per mano una Juve che era già nel mirino della critica prima ancora di iniziare il campionato. Dybala ha anche fatto molto bene al momento dell’uscita dal campo di Higuain, quando Allegri gli ha fatto fare la prima punta. In tutte le occasioni in cui ha avuto la palla fra i piedi la Joya è diventato letale. Benissimo Pjanic, che rispetto alla gara contro la Lazio ha letteralmente svoltato: il lancio millimetrico per il 2-0 di Dybala è una giocata “alla Totti” meravigliosa, degna di un giocatore di qualità sopraffina.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Perché la fase difensiva è una fonte di preoccupazione notevole. Che la Juve ha gestito in maniera un po’ improvvisata: se Farias avesse realizzato il rigore dell’1-1 il Cagliari avrebbe potuto prendere più fiducia. Una fiducia che i bianconeri, soprattutto nella seconda metà del primo tempo, stavano regalando con troppa leggerezza. I problemi non sono tanto legati agli uomini, quanto alla gestione complessiva della fase di ripiegamento, che fra disattenzioni e distanza eccessiva fra difesa e centrocampo ha rischiato un po’ più del consentito. Il mercato, negli ultimi giorni, non potrà migliorare questa fragilità, con Allegri che dovrà lavorare tanto per sistemare una squadra che forse con il 4-3-3 potrebbe trovare maggior equilibrio. Ma questa Juve, rispetto a sette giorni fa, è comunque tantissima roba.