Immobile si racconta: «Italia? Sono felicissimo di questo ruolo, posso ripartire da capo con i ragazzi. Mi spiace per Locatelli». Le dichiarazioni
Nuovo capitolo nella carriera di Ciro Immobile. L’ex centravanti della Nazionale e della Lazio è stato nominato capo delegazione dell’Italia Under 16, entrando ufficialmente a far parte della struttura federale dedicata alla crescita dei giovani talenti.
Fortemente voluto dal presidente del CONI Giovanni Malagò, Immobile ha accettato l’incarico e ha iniziato a collaborare con il tecnico Giovanni Costantino, accompagnando il percorso formativo della selezione azzurra. Un’esperienza che lo vede oggi protagonista lontano dal campo ma ancora profondamente legato ai colori della Nazionale.
In vista dei prossimi impegni dell’Under 16, l’ex bomber biancoceleste ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.
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PAROLE – «Non mi aspettavo che tutto partisse così velocemente. Sono felicissimo di questo ruolo, posso ripartire da capo con i ragazzi. Ieri abbiamo fatto una bella partita contro la Spagna, potevamo anche vincere. Nuovo ruolo? Posso aiutare, obiettivo primario. In tutti i sensi, senza intralciare il lavoro che è già partito con mister Costantino. Bisogna far sentire ai ragazzi quel senso di appartenenza che serve per la maglia della Nazionale. Dobbiamo farlo perché le altre squadre lo stanno facendo. Si aprono scenari importanti, e ovviamente quello che conta di più è il senso di appartenenza. Se giochi all’estero o in Italia non cambia niente quando vesti la maglia della Nazionale».
SINGOLI – «Pio Esposito lo conoscevo già, ci avevo puntato quando giocava a La Spezia. È un ragazzo serio e in campo si vede. Sono convinto che abbia grandi margini di crescita. Lo staff è carico, anche quello dell’U21. Vedendo le due squadre non sono preoccupato. Mi spiace per Locatelli, perché stava iniziando a essere un punto fermo. È uno che trasmette passione per la maglia, ci servono persone come lui dentro lo spogliatoio. La nazionale del 2021 era piena di capitani, e nel calcio di adesso conta quello»
GIOVANI – «È giusto quello che si dice, che siamo indietro. Però alla fine nessuno prende in mano la situazione. Malagò ha pensato anche a questo chiamandomi, i ragazzi dei 16 anni hanno vissuto i miei momenti migliori, quindi sentono la responsabilità. È giusto che si inizi a responsabilizzare da queste categorie. Io ai ragazzi ripeto sempre che il lavoro va fatto quotidianamente, spero che facciano lo stesso nel club perché è lì che si affronta il lavoro quotidiano. Dobbiamo accettare i tempi che cambiano: occupandoci soltanto di sport, lavorare all’interno di ogni giocatore è un grande punto di partenza».