L’ex bomber italiano Casiraghi ha parlato del mancato accesso diretto dell’Italia al Mondiale di Qatar 2022
Pierluigi Casiraghi, ex bomber italiano ed ex c.t. dell’Italia U21, è stato l’ultimo attaccante azzurro a segnare in uno spareggio mondiale: nel 1997 contro la Russia. E in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha detto la sua sul cammino della Nazionale di Mancini.
GOL INDIMENTICABILE – «E come potrei dimenticarlo? Lancio di Albertini, di sinistro tra l’altro, io mi butto dentro e incrocio con il mancino».
SENSAZIONI – «Noi all’andata eravamo riusciti a pareggiare a Mosca. Tra l’altro una partita particolare, giocata sotto la neve, con l’esordio di Gigi Buffon. Fu una gara molto difficile ma portammo a casa il pari. Quindi eravamo abbastanza fiduciosi, però la posta in palio si sente che è molto alta e questi spareggi sono clamorosamente stressanti per tutti. Ecco perché poi questo tipo di partite vengono livellate. Si è visto anche quattro anni fa contro la Svezia. Non sempre la squadra favorita, o quella sulla carta più forte, riesce a giocare tranquilla. Può subentrare un po’ di paura, i valori per certi versi si annullano. Anche se la formula adesso è un po’ cambiata, l’idea dello spareggio ti fa pensare che può succedere di tutto. E infatti può succedere di tutto, come abbiamo scoperto a nostre spese nel 2017».
ITALIA TESTA DI SERIE – «Un po’ di timore è giusto averlo. Però guardavo le squadre che vanno ai playoff e credo che siano le altre a dover avere paura dell’Italia. Siamo pur sempre campioni d’Europa».
PARI IRLANDA – «Ma a marzo conterà soprattutto prepararsi bene. La condizione fisica dei singoli sarà importante, anzi sarà l’aspetto che conta di più. E poi ci sarà tempo di recuperare tutti gli infortunati: l’assenza di tanti elementi secondo me è stata la causa principale del non essere riusciti ad arrivare primi nel girone, al di là dei rigori sbagliati…».
ATTACCO STERILE – «Difficile dirlo. Non è facile da capire, però dico anche che in questi tre anni con Mancini c.t. la caratteristica principale è che Italia ha sempre giocato, ha avuto un’idea di gioco forte, ha sempre creato tante occasioni. Poi il fatto di segnare di più o di meno dipende da tanti fattori e nelle ultime partite la squadra ha fatto più fatica a rendersi pericolosa. Ma la vera Italia è quella di questi tre anni, non la sua ultimissima versione. L’auspicio è che a marzo torni a creare come prima. Gli attaccanti saranno in condizioni migliori, magari avremo in più Scamacca che può affermarsi definitivamente. Ci presenteremo con le armi giuste».
LUCCA – «Lucca è bravo e il Mancio non ha paura a far giocare i giovani, Raspadori e Scamacca li ha fatti entrare nel gruppo al momento giusto. Magari Lucca fa una valanga di gol ma per uno spareggio mondiale mi sembra prematuro».
IMMOBILE – «Ciro non ne ha bisogno ma spezzo una lancia per lui. All’Europeo ha fatto un po’ fatica, è vero, ma quando non c’è stato, la sua mancanza si è sempre sentita. Segna, sa pressare, attacca la profondità. Io preferirei averlo. Se a marzo ce l’abbiamo ci fa comodo».