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Azzurri

Italia, i grandi ex: «Squadra forte, al Mondiale ce la giochiamo. E la Nations…»

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Tardelli, Grosso, Materazzi e Collovati analizzano le prospettive dell’Italia di Roberto Mancini: ecco le parole dei 4 grandi ex

Parola ai grandi ex dell’Italia. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Marco Tardelli, Fabio Grosso, Marco Materazzi e Fulvio Collovati hanno analizzato le prospettive degli azzurri del ct Mancini:

TARDELLI – «Lo dico per esperienza: dopo una grande vittoria, provi a vincere qualcosa di ancora più grande. L’appagamento è degli stupidi, non mi pare che i ragazzi lo siano. E hanno una motivazione in più: quasi tutti giocano nel nostro campionato, che sicuramente non è il migliore, dunque provare a dimostrare di essere i migliori contro il resto del mondo può essere una spinta straordinaria. Esagerato pensare di poter vincere anche il Mondiale? E perché? Se vinci un Europeo non puoi vincere anche un Mondiale? La Spagna lo ha fatto, mi pare. Non è stato facile, ma vuol dire che si può. Mancini avrà uno Zaniolo in più e magari altri giovani da valutare: lui spesso li ha visti prima degli altri ed è uno che, se serve, sa cambiare. Così, se anche dovesse perdere per strada qualche pezzo – può sempre succedere, e sicuramente non mi riferisco a Chiellini – avrà chi potrà sostituirli».

GROSSO – «Questa è una squadra di belle prospettive. Ha lavorato bene, ha gente di talento, può ancora crescere e migliorare. Le cose non arrivano mai per caso: in un torneo breve gli episodi sono importanti, ma prima hai costruito un percorso vincente, lavorando nella maniera giusta. Non dobbiamo pensare negativo. Questa squadra ha grandi qualità, s’è dimostrata all’altezza delle grandi d’Europa e ora deve allargare i suoi confini internazionali, con il Mondiale nel mirino. Ma prima c’è la Nations League…».

MATERAZZI – «Non vedo pericolo di rigetto perché in questa Nazionale c’è gente matura, che sicuramente dopo essere arrivata così in alto avrà voglia di rifarlo, non di fermarsi, e giocatori che per sfortuna all’Europeo non c’erano, anche se lo meritavano: Zaniolo, Pellegrini. Mancini, Sensi. Chi arriva dopo dà sempre una bella spinta: il serbatoio è pieno, c’è anche altra benzina. Provare a vincere il Mondiale non lo vedo come un tabù: una squadra, quando vince, acquista fiducia, un senso di forza, dunque va in campo e sa che alla lunga può dominare, imporsi. Basta pensare alla finale di Wembley: se non ti senti forte non vinci contro gli inglesi a casa loro. Non vedo nazionali più complete della nostra e nell’anno abbondante che manca, questa squadra fa ancora in tempo a crescere. E in Qatar ci sarà di nuovo anche Spinazzola…».

COLLOVATI – «Non penso proprio che quest’Italia si fermi qui. Il contrario. C’è tutto per continuare a vincere. In Europa è la più forte e lo dicevo anche prima di Wembley. In difesa non c’è un grande ricambio. Bonucci e Chiellini. Con loro si arriva al Mondiale, ma poi servirà altro e per ora vedo poco. A centrocampo abbiamo giovanissimi per andare lontano, idem in attacco da Scamacca a Raspadori. Italia di Bearzot? Quella era una squadra con qualche anno in più, aveva già giocato in Argentina. Questa ha più prospettive. Penso che in Nations saremo in favoriti. Sul Mondiale discorso diverso, lì entrano Brasile e Argentina, ma un passo alla volta».