A tutto Maldini: «Nessuno come il Milan. Ho rivisto la finale col Liverpool dopo un anno»

A tutto Maldini: «Nessuno come il Milan. Ho rivisto la finale col Liverpool dopo un anno»
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Paolo Maldini, dirigente del Milan, ha ripercorso la sua carriera tra gioie e delusioni in vista di Liverpool Legends e Milan Glorie

Domani la grande sfida tra Liverpool Legends e Milan Glorie. Paolo Maldini, ex gloria rossonera e attuale dirigente del Milan, ha parlato a DAZN ripercorrendo la sua carriera: «Delusioni? Ne ho avute: ho perso una finale Mondiale, un Europeo all’ultimo secondo. Nella mia carriera ho perso tre finali di Champions tutte molto dolorose, quella di Istanbul forse lo è stata un po’ di più perché credevo fosse l’ultima per me e far gol e vincerla sarebbe stata bellissima. Il destino però due anni dopo mi ha dato la possibilità di rifarmi. La parola Liverpool mi fa pensare alla finale persa. Io ho segnato dopo 40 secondi, eravamo avanti 3-0 a fine primo tempo, avevamo dominato per 110 minuti su 120 ma non siamo riusciti a vincere. Giocare la finale di Atene è stato un azzardo perché il ginocchio non era messo bene ma era la mia ultima finale e ho fatto di tutto per esserci».

Prosegue Paolo Maldini: «Dopo due giorni dai festeggiamenti sono andato in Belgio a operarmi e ogni volta che mi risvegliavo dopo l’anestesia cercavo di ricordare se avessimo vinto o perso. Quella la considero la fine della mia carriera perché gli anni successivi sono stati intensi ma non belli come quei due anni lì. Istanbul? Dopo la finale di Istanbul c’è stata una partita di campionato che nessuno voleva giocare e una vacanza in cui pochi hanno dormito bene. Quel gruppo però è riuscito a farsi forza e a rigiocare una finale dopo due anni, vincendo la Coppa. Dopo un anno sono riuscito a rivedere la partita di Istanbul, mi sono reso conto di quanto avessimo giocato bene e di come avessimo dominato il Liverpool per il 90% della gara ma il calcio è strano e avevamo perso. Mentalità Milan? Abbiamo vissuto sempre tra alti e bassi: siamo stati in B ma abbiamo toccato dei vertici che le altre squadre non hanno mai toccato. Io preferisco sfiorare il fondo per poi rimbalzare il pi in alto possibile».

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