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2014

Mandiamo il Pontedera ai Mondiali

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Quando l’Italia di Sacchi perse contro una squadra di club: Pontedera 2-1 Italia

PONTEDERA – Come nella maggior parte delle cittadine del centro della Toscana che si trovano sull’Arno, anche a Pontedera il settore più sviluppato è quello delle industrie. Nel 1924 infatti Rinaldo Piaggio decise di spostare da Sestri Levante lo stabilimento della Piaggio e iniziò la produzione proprio in provincia di Pisa, dove tuttora si trova in una via intitolata proprio al fondatore. La Vespa è nata dunque a Pontedera, uno degli emblemi dell’industria italiana ha avuto la culla tra il fiume Era e l’Arno, ovvero i due corsi d’acqua che confluiscono poco fuori dal centro storico del Paese. I pontederesi o pontaderesi che dir si voglia non sono famosi però solamente per le moto o per i velivoli che vengono costruiti in loco, hanno dato all’Italia anche un presidente della Repubblica come Giovanni Gronchi oppure una grande ciclista come Fabiana Luperini o l’indimenticabile Riccardo Fogli, il quinto Pooh, e addirittura ha la cittadinanza onoraria di Pontedera pure il Nobel Josè Saramago. Non si frigge mica con l’acqua, eh, direbbero da quelle parti. Pontedera, anzi il Pontedera, ha dato anche un grosso dispiacere all’Italia calcistica, il 6 aprile dell’anno domini 1994.

CUL DE SACArrigo Sacchi è sempre stato un allenatore da amare o da odiare. Se chiedete ai tifosi del Milan cosa pensano di lui, possono solo parlarne bene, un po’ meno i giocatori, stressati dalla maniacalità calcistica del buon Arrighe. Dopo aver lasciato i rossoneri, il tecnico di Fusignano è divenuto allenatore della Nazionale in seguito alla mancata qualificazione a Euro ’92 da parte di Azeglio Vicini. Arrigo Sacchi è un rivoluzionario, il suo gioco a zona e i suoi metodi di allenamento dividono il pubblico e così quando è alla guida della nazionale il suo spirito di innovazione viene mal visto dalla maggior parte degli spettatori. C’è da preparare il mondiale del 1994 negli Stati Uniti, allora Sacchi decide di fare uno stage a Coverciano con la nazionale di allora e convoca i papabili partenti per gli USA per un briefing calcistico nel centro sportivo fiorentino, senza amichevoli di sorta da giocare. Senza amichevoli sì, ma almeno una sgambatella senza fratini o senza nazionale A contro nazionale B va fatta, quindi si designa una vittima sacrificale piuttosto agevole. Il 6 aprile l’Italia incontrerà il Pontedera, formazione toscana allenata da D’Arrigo – quasi omonimo di Sacchi e sacchiano convinto, i casi della vita – che sta dominando il girone B di Serie C2 da imbattuta.

VILLAGGIO PIAGGIO – Il Pontedera come detto non ha ancora perso nella stagione 1993-94, ma storicamente i granata non sono mai riusciti ad emergere dalle paludi della C. Un anno, nel 1985, hanno vinto a Livorno il Memorial Peronace, ovvero il torneo che sostituì per un breve periodo la Coppa Anglo-Italiana, ma per il resto sono saliti agli onori delle cronache più che altro per i vari presidenti onorari o meno che si sono avvicendati: lo stesso Piaggio, il pugile campione del mondo Mazzinghi e Umberto Agnelli, tutti più o meno legati all’industria cittadina. Quella amichevole con l’Italia è un bel banco di prova per i ragazzi di D’Arrigo, che annoverano un gruppo molto forte e tutto italiano dove trovano spazio sia vecchie glorie che hanno militato in Serie A come il sottovalutatissimo portiere Giulio Drago, sia gente che negli anni a venire assaggerà la massima serie, vedi il bomber Aglietti . curiosamente due nomi che si legano pure a un’altra toscana, l’Empoli. La condizione fisica è eccellente in quell’aprile del ’94, a livello mentale il Pontedera è sicuro di sé e ha ormai cristallizzato i meccanismi calcistici di D’Arrigo: linea difensiva a quattro con tattica del fuorigioco, movimenti senza palla in qualsiasi occasione, capacità di giocare il pallone con una tecnica individuale superiore ai livelli della Serie C.

6 APRILE 94 – Con queste premesse si scende in campo il pomeriggio di quel mercoledì a Coverciano. Due tempi da quaranta minuti ciascuno, arbitro è Pierluigi Collina, bolognese trapiantato a Viareggio che si sta affacciando al palcoscenico internazionale. L’Italia parte con le riserve, ma comunque sono le riserve di una delle nazionali più forti del mondo e hanno di fronte il Pontedera (non il Brasile, il Pontedera, bene ricordarlo). Sacchi schiera un 4-4-2 offensivo con Marchegiani; Panucci, Maldini, Costacurta, Baresi; Donadoni, Albertini, Conte, Stroppa; Signori, R. Baggio. Dall’altra parte del campo i carneadi: Drago, Vezzosi, Paradiso, Rocchini, Allori; Cecchi, Rossi, Moschetti, Pane; Cecchini, Aglietti. Baggio contro Paradiso, Baresi contro Cecchini, pare proprio non esserci storia, ciao ciao Pontedera, è stato bello conoscervi. E invece la nazionale parte compassata, i ritmi sacchiani sono ancora da assimilare e il primo tempo è un’agonia. Dopo i k.o. con Francia e Inghilterra gli azzurri hanno perso sicurezza e si vede anche contro il Pontedera: al diciannovesimo Rossi si incunea nell’area italiana (pur essendo italiano pure lui, ma non sottilizziamo) e con un diagonale fulmina Marchegiani. Rossi esulta, incredulo, quando mai ricapita di fare gol all’Italia? Non ci sono riusciti Best e Cherlton, ce l’ha fatta Rossi. Pochi minuti dopo esulterà anche Aglietti, che di testa su corner svetta su Baresi e Costacurta e mette dentro un impietoso due a zero con cui Collina manda le squadre negli spogliatoi.

DUE A ZERO – E’ un’amichevole per il Pontedera, ma si è trasformata nella partita della vita. Nella ripresa un Sacchi paonazzo dalla rabbia mette dentro quelli che secondo il suo modo di vedere dovrebbero essere i titolari. E infatti al 52′ è Provvidenza Massaro a segnare l’1-2, raccogliendo una respinta di Drago su un tiro da fuori area di Donadoni. E’ finito il sogno del Pontedera, che vi credevate, che questi qui arrivassero a Coverciano per battere la detentrice del bronzo ai Mondiali? Suvvia, un po’ di rispetto per il calcio, che se ne tornino a pescare nello Scolmatore o a fare le vasche nel corso, qui si prepara USA ’94. Andatelo a dire ai granata però, per loro è il momento di passare alla storia. L’Italia ha sottovalutato troppo questo test, non sta giocando mettendoci l’anima e per questo rimane sotto due a uno. La difesa orchestrata magistralmente da mister D’Arrigo tiene e Drago fa i miracoli. Non bastano neppure sette disperati minuti di recupero, quel pallone non entrerà mai più. Coverciano diventa Waterloo, Italia – Pontedera finisce 1-2. E’ anche strano da dire Italia – Pontedera, sembrano le classiche partite che si inventano le fidanzate quando devono fare uno dei loro esempi calcistici strampalati. La realtà vera è che il Pontedera, che ci crediate o no, ha battuto Sacchi e la sua squadra. Questo è quanto.

POSTFAZIONE – Il giorno dopo i giornali si scagliano contro Arrigo Sacchi, come era logico aspettari. Il Tirreno, famoso quotidiano toscano che a Pontedera ha pure una succursale, titolerà a caratteri cubitali “Mandiamo il Pontedera ai Mondiali“. Per un giorno si parla della cittadina toscana non per la produzione della Piaggio ma per i gol di Rossi e Aglietti o per le prestazioni di Pane, Moschetti, Cecchi e compagnia bella, tutta gente che Signori o Maldini li rivedranno solamente in televisione da quel giorno in poi. A quel Mondiale però l’Italia arrivò seconda, perse solamente ai rigori contro il Brasile una delle Coppe del Mondo più brutte mai viste, forse superata solamente degli ultimi Mondiali in Sudafrica. Il Pontedera invece, dopo la Serie C1 conquistata quella stagione, è tornato in Lega Pro solamente nel 2013-14, ed è stato sconfitto ai rigori ai polayoff dal Lecce di Miccoli. Pane e Aglietti sono arrivati in Serie A, molti dei giocatori di quel giorno adesso non sono più legati nemmeno al mondo del calcio. Però possono raccontare di aver battuto l’Italia, ad esempio.