Milan, adesso le cose formali: ricapitalizzazione e rifinanziamento

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© foto www.imagephotoagency.it

Milan, il cambio di allenatore non distoglie la dirigenza da una partita ben più importante: quella finanziaria. I rossoneri sono divisi tra ricapitalizzazione subito e poi rifinanziamento del debito: la situazione

Il cambio di allenatore in casa Milan può essere solo la tappa intermedia di un percorso decisamente più lungo che, a questo punto, è anche molto più tortuoso… Gennaro Gattuso è infatti chiamato a risollevare le sorti di una società che non può fare a meno della qualificazione in Europa e che deve ottenere risultati a partire da subito. I rossoneri infatti stanno giocando una doppia partita sul piano finanziario: quella della ricapitalizzazione e quella del rifinanziamento. Due partite distinte, ma ugualmente importanti, riporta stamane Il Giornale. Al Milan serviranno 60 milioni di euro, entro la fine dell’anno, per riportare il bilancio in positivo (secondo gli accordi stabiliti col fondo Elliot, i rossoneri non possono permettersi di mantenere un assetto negativo per troppo tempo e sono già diversi mesi che le uscite superano le entrate): non sarà difficile, visto che alla proprietà cinese mancherebbero soltanto 25 milioni su 60 di liquidità da versare.

Il problema sarà però rifinanziare i 354 milioni di debito accumulati con Elliot da pagare entro l’ottobre 2018. Yonghong Lì e Marco Fassone cercano ulteriore liquidità per chiudere i conti e per questo si sono rivolti a vari fondi: quasi nessuno ha voluto aprire il proprio portafogli per aiutare i rossoneri, a eccezion fatta del fondo londinese di Highbridge (leggi anche: Milan, c’è Highbridge per il rifinanziamento), che però chiede un tasso di interesse dell’8%. Il problema è che anche il fondo inglese non pare, come Elliot ed altri fondi, del tutto convinto della proprietà cinese del Milan o della ricchezza di Yonghong (che non risulta in nessuna lista), da qui conseguentemente la richiesta di affiancarsi a nuovi a soci, decisamente più credibili. Tradotto: il problema non pare essere il rifinanziamento in sé o la ricerca di capitali sul breve termine, ma qualcuno che possa fare da garanzia sul lungo termine affinché il Milan restituisca quanto finora ha ottenuto. Su questo dovrà basarsi il piano finanziario rossonero da presentare alla UEFA.