Voluntary agreement e debito con Elliott: Milan nei guai

yonghong li milan
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Il Milan costretto a rivedere i suoi piani per il mercato cinese. Problemi anche per il rifinanziamento del debito con Elliott

«Ognuno ha fatto i suoi calcoli. Il Barcellona ricava decisamente meno rispetto alle cifre che alcune società italiane aspirano a incassare. Noi siamo al 15% di quei numeri. Il mercato cinese è particolare, molto orientato al suo interno. Il numero di squadre che possono entrare è limitato. Noi siamo presenti da quattro anni con il nostro ufficio a Hong Kong» ha detto ieri Francesco Calvo, direttore commerciale del Barcellona, ex Juve. L’allarme lanciato da Calvo non ha colto impreparato il Milan.

Secondo “Repubblica” il club rossonero, atteso a novembre dall’incontro con la UEFA per il voluntary agreement, è pronto a rivedere al ribasso le cifre inizialmente indicate per i ricavi dal mercato cinese. Il  club rossonero dovrebbe abbassare le proiezioni sugli introiti cinesi da 60 milioni a 30 milioni (il Barça è a 13 milioni). Il congresso del Pc cinese, da domani, potrebbe aggiungere ulteriori ostacoli a mister Yonghong Lì che versa in cattive acque. I rossoneri dovranno rimborsare entro un anno il prestito di 303 milioni di euro (più gli interessi) al fondo Elliott e non otterranno il rifinanziamento dalla banca d’affari Goldman Sachs: non esistono in Cina garanzie sufficienti per il debito dell’imprenditore Yonghong Li.