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Mondiale 2026, Tiziana Alla della Rai prima telecronista donna alla manifestazione: «È un’opportunità pazzesca ma non sono una suffragetta»
Mondiale 2026, Tiziana Alla della Rai racconterà le partite: «Opportunità pazzesca, oltre a me ci sono altre bravissime colleghe»
Tiziana Alla, giornalista Rai, farà le telecronache al Mondiale. É la prima volta per una giornalista e lo ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera.
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SUFFRAGETTA «È un’opportunità pazzesca ma non sono di certo una suffragetta, sia chiaro. Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe»
EMOZIONATA «Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida. Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia».
LA STRADA RESTA IN SALITA «Ci sono ancora tanti pregiudizi. La mia prima telecronaca risale al 2006, un Piacenza-Juventus di serie B. Allora lavoravo per Rai International, in redazione arrivavano tante mail di protesta: “Non si può sentire una voce femminile sul calcio”. Ho sempre accettato le critiche, nessuno nasce imparato. Però non ci deve essere pregiudizio. Invece c’è ancora, eccome se c’è».
COME NASCE LA SUA PASSIONE «Grazie a papà che da ragazzina mi portava allo stadio. Già alle scuole medie scrivevo i primi articoli. Ma non avrei mai pensato di diventare telecronista».
I TELECRONISTI PARLANO TROPPO «A me non piace riempire di parole tutti gli spazi, cerco di far respirare l’atmosfera senza fornire troppi dati. Sono un po’ vecchia scuola, cresciuta con toni pacati e poco invasivi. Ma i tempi sono cambiati e va accettato».
LA SUA PRIMA DA BORDOCAMPISTA PER L’ITALIA «La sconfitta di Palermo con la Macedonia del Nord che ci costò il Mondiale del 2022. Se sono sopravvissuta a quella notte… (ride ndr)».
BOSNIA-ITALIA «A Palermo sembrava impossibile perdere, forse c’era ancora la presunzione da campioni d’Europa. A Zenica invece la sensazione era che, se avevamo fallito già due volte, il disastro si sarebbe potuto ripetere. E poi eri arrivato a pochi minuti dall’obiettivo, è stato drammatico».
COSA L’HA COLPITA DI PIÙ «Il dolore di Gattuso e Spinazzola nelle interviste flash. Non solo per se stessi, ma soprattutto nei confronti degli italiani. Non è vero che ai giocatori il giorno dopo già non frega più niente».
QUANDO DONNARUMMA LE RISPOSE MALE «Prese gol dopo un errore con i piedi e gli feci presente che non era la prima volta, lo aveva già fatto in Champions contro il Real. Ma la sua replica fu normale, avrebbe risposto stizzito anche se al mio posto ci fosse stato un uomo. Non me la presi neanche, le emozioni a caldo degli atleti vanno rispettate».
COSA PORTERÀ IN AMERICA «Tanti libri».
LA SPERANZA «Di fare un bel lavoro. E che dopo di me di telecroniste ce ne siano tante».