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Calcio Estero

Mondiali 2026, l’Olanda sfida il Giappone: tutto passa dal tridente di centrocampo

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Koeman, ct dell'Olanda

Le mosse tattiche di Koeman per l’Olanda: come De Jong, Gravenberch e Reijnders possono scardinare il pressing nipponico

All’ombra del continuo dibattito sul ruolo di centravanti, l’avvicinamento dell’Olanda all’esordio nei Mondiali 2026 si concentra sempre più sulle dinamiche del centrocampo. Le scelte tattiche riguardanti Frenkie de Jong, Ryan Gravenberch e Tijjani Reijnders si preannunciano infatti cruciali nella delicata sfida contro il Giappone. Ecco l’analisi di Espn.

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Un reparto stellare ma prevedibile

Sulla carta, la nazionale olandese vanta un reparto centrale di livello assoluto, con stelle che militano in top club come Barcellona, Liverpool e Manchester City. Tuttavia, finora questo terzetto ha faticato a impressionare con continuità. Dopo le deludenti amichevoli pre-Mondiale contro Algeria e Uzbekistan, in cui i Paesi Bassi non hanno segnato alcun gol su azione, è riemerso un dubbio tattico: De Jong, Gravenberch e Reijnders sono profili troppo simili tra loro? Pur eccellendo nella gestione del pallone sotto pressione, preferiscono tutti ricevere la sfera sui piedi. Una caratteristica che, unita a una momentanea mancanza di ritmo e dinamismo del resto della squadra, ha reso la manovra offensiva troppo leggibile.

La difesa di Koeman e l’ostacolo giapponese

Nonostante le critiche, le qualità tecniche dei tre giocatori restano indiscutibili. Il commissario tecnico Ronald Koeman ha recentemente difeso le sue scelte: “La composizione del reparto è ottima, si tratta solo di migliorare l’esecuzione in campo e di bilanciare le caratteristiche di ciascuno“.

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Questa esecuzione sarà messa a dura prova proprio all’esordio. La formazione nipponica, guidata da Hajime Moriyasu, attua una fase di non possesso estremamente organizzata, con un’intensità e un baricentro molto alti. Il piano tattico asiatico prevede generalmente che l’attaccante Ayase Ueda oscuri le linee di passaggio proprio verso De Jong e Gravenberch, supportato dai trequartisti pronti a braccare i difensori centrali olandesi. Se la pressione alta non dovesse funzionare, i Samurai Blu sono abilissimi a ripiegare rapidamente, formando un blocco compatto e compresso.

Come uscire dalla gabbia

De Jong 14 06

De Jong e Gravenberch sono, però, tra i migliori interpreti in Europa nell’eludere il pressing avversario. Grazie alla loro tecnica, sanno trattenere il pallone per attirare il marcatore e creare nuove linee di passaggio. Le statistiche della passata stagione nei rispettivi campionati (La Liga e Premier League) confermano la loro straordinaria abilità nei dribbling progressivi per guadagnare campo.

Per far funzionare il sistema contro il Giappone, sarà però vitale il movimento senza palla dei compagni. Lo stesso De Jong ha ammesso la necessità di migliorare il posizionamento e gli scambi rapidi. Con le giuste spaziature, i centrocampisti non si pesteranno i piedi e Reijnders potrà agire nella sua zona di comfort come incursore box-to-box. Se l’Olanda riuscirà a bucare la prima linea di pressione nipponica, si apriranno praterie per la velocità di giocatori come Donyell Malen, Cody Gakpo, Crysencio Summerville e Denzel Dumfries. In attesa di affrontare difese più bloccate come Svezia e Tunisia nel prosieguo del girone, il palleggio e la resistenza alla pressione di questo tridente rappresentano la migliore assicurazione per domare l’aggressività giapponese.

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