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Calcio italiano

Morto Beccalossi, addio alla leggenda dell’Inter: l’ex centrocampista aveva 69 anni

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Morto Beccalossi, addio alla leggenda dell’Inter: l’ex centrocampista aveva 69 anni. Il mondo del calcio piange la sua scomparsa

Evaristo Beccalossi, una delle bandiere più amate dell’Inter, è scomparso all’età di 69 anni. Il celebre centrocampista milanese è morto la notte tra martedì e mercoledì nella clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato da gennaio 2025 dopo un malore che lo aveva costretto a un lungo periodo di coma. Beccalossi, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio, aveva visto peggiorare le sue condizioni di salute nel corso dell’ultimo anno.

La carriera da campione dell’Inter

Nato a Brescia il 12 maggio 1956, Beccalossi iniziò la sua carriera nel club della sua città, per poi compiere il grande salto nel 1978 con l’Inter, dove divenne rapidamente un idolo dei tifosi. Con la maglia nerazzurra, Beccalossi ha conquistato uno scudetto (1979-1980) e una Coppa Italia (1981-1982), per poi arrivare fino alle semifinali della Coppa dei Campioni nel 1981. Il suo talento unico, fatto di dribbling, colpi di tacco e classe pura, lo rese una figura iconica, tanto che il famoso coro «Evaristo, Evaristo non lo ferma neanche Cristo» ne celebrava le qualità straordinarie.

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Nel corso della sua carriera ha totalizzato 216 presenze con l’Inter, segnando 37 gol, tra cui una memorabile doppietta nel derby del 28 ottobre 1979 vinto per 2-0 contro il Milan. Nel 1984, dopo l’arrivo di Hansi Muller, Beccalossi lasciò Milano per trasferirsi alla Sampdoria, chiudendo la sua carriera con Monza, Barletta e Pordenone nel 1991.

Il leggendario episodio dei rigori

Beccalossi, purtroppo, è noto anche per un episodio controverso avvenuto il 15 settembre 1982 in Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava, quando sbagliò due rigori consecutivi. Il comico Paolo Rossi, grande tifoso dell’Inter, raccontò: «Becca disse, ‘lo tiro io…’ e io pensai con tutto lo stadio: questi sono gli uomini veri». Dopo aver sbagliato il primo, Beccalossi si assunse ancora una volta la responsabilità di tirare il secondo rigore, sbagliando di nuovo, ma guadagnandosi comunque il rispetto dei tifosi. Come ricordato da Rossi: «Per me resta sempre un uomo. Un po’ sfigato ma pur sempre un uomo».

Beccalossi ci ha lasciato troppo presto, ma il suo nome rimarrà sempre legato alla storia dell’Inter e ai ricordi indelebili di tutti i tifosi.

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