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Bayern Monaco

Nagelsmann: «Tuchel decisivo, voglio vincere tanto. E la passione per il Bayern…»

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Julian Nagelsmann, tecnico del Bayern Monaco, si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni dell’UEFA: le sue parole

Ai canali ufficiali UEFA, il neo tecnico del Bayern Monaco Julian Nagelsmann ha raccontato la sua carriera nel mondo del calcio, dagli inizi come giocatore alla sua esperienza in panchina:

TIFO BAYERN – «Mio fratello ha 11 anni in più di me e ha sempre sempre tifato Bayern, quindi mi ha trasmesso la passione. Ho visto molte partite all’Olympiastadion. Il mio ricordo più bello? Un giorno stavamo andando allo stadio ed eravamo in autostrada. Nell’auto a fianco è passato Alain Sutter: avevo sei o sette anni, ho iniziato ad agitarmi per salutarlo e lui ha risposto; è stato un momento molto speciale. Che cosa mi direbbe quel ragazzino, adesso che ho 34 anni e faccio l’allenatore? “Sbrigati a vincere tanti trofei!”. Io gli risponderei: “Non conta solo vincere!”, ma lui mi direbbe: “Dai, sbrigati!”».

RITIRO OBBLIGATO – «Stavo crescendo bene, ma ho subito tanti infortuni. All’inizio ero molto triste quando ho dovuto ritirarmi. Tu ti impegni, ma all’improvviso arrivano il vuoto e la delusione: ho deciso di non avvicinarmi mai più a un campo di calcio».

TUCHEL – «Ha avuto un ruolo importante, perché quando mi sono infortunato mi ha detto: “Possiamo strappare il tuo contratto, ed è facile, o puoi lavorare un po’ come osservatore e guardare i nostri prossimi avversari”. Ho accettato, per poter essere pagato fino a fine anno. Lui mi ha detto che avevo un buon occhio, il talento per notare le cose. Credo che senza il suo incoraggiamento non avrei mai provato ad allenare».

ALLENARE E OBIETTIVI – «Sono felice di fare questo lavoro. Lo si capisce guardandomi, dall’energia che ci metto e da quanto mi diverto. Ma avere questo lavoro non mi basta: voglio anche vincere e che i tifosi siano entusiasti di noi. Quando smetterò di lavorare qui, magari tra molto tempo, spero di aver ottenuto quello che volevo e quello che gli altri si aspettavano da me. Solo allora potrò essere orgoglioso».

DIFESA SOLIDA – «La sfida è diventare una squadra un po’ più varia. Per riuscirci, dobbiamo avere una difesa molto solida, in modo che le manovre offensive comincino bene, e avere una buona struttura per quando perdiamo palla: ovvero, dobbiamo coprire gli spazi pericolosi e subire meno gol. L’anno scorso ne abbiamo subiti troppi. Ci sono state troppe partite intense e quando sono arrivati i momenti importanti, tanti giocatori si sono infortunati perché eravamo costretti troppo spesso a inseguire. Se spendi molte energie, a marzo e aprile non ne hai più. È per questo che dobbiamo subire pochi gol, in modo che alcune partite siano più facili e da risparmiare energie per quelle più importanti».

CHAMPIONS LEAGUE – «È passato poco più di un anno dall’ultimo trionfo del Bayern; i giocatori ne hanno avuto un assaggio, ma ora vogliono vincere di nuovo. Nella fase a eliminazione diretta di Champions League devi avere almeno una o due serate giuste; se te ne capita una sbagliata, ben presto finisce tutto. Vogliamo superare la fase a gironi: ci sono tre avversarie molto interessanti come Dynamo Kyiv, Barcellona e Benfica, ma il nostro obiettivo è affermarci e giocare un calcio spettacolare».