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Chi è Nicolò Zaniolo, la storia del predestinato che ha stregato Mancini

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Chi è Nicolò Zaniolo: la Virtus Entella, l’Inter, la Roma e la storia di un predestinato che ha già stregato Roberto Mancini

Quando vieni convocato in Nazionale per la prima volta senza aver mai messo piede in Serie A, le cose sono due: o sei un predestinato, o sei un raccomandato. Nell’immaginario collettivo il raggiungimento del sogno azzurro, in età così precoce, equivale a questo. Ma Nicolò Zaniolo, buon per lui, nel Dna ha i connotati del primo. Sì, perché solo un predestinato mette piede per la prima volta in Serie B a non ancora diciassette anni compiuti. Lo ha fatto con la maglia della Virtus Entella, l’11 marzo 2017, nella trasferta contro il Benevento. L’esordio è durato appena sessanta secondi, ma mai minuto poteva essere più affascinante. Zaniolo ha capito, in quell’attimo di grande calcio vissuto al Vigorito, che il difficile sarebbe arrivato pochi mesi dopo. Ed è puntualmente andata così.

IL LAVORO DI VECCHI – L’estate, infatti, diventa il momento in cui tutte le grandi di Serie A piombano su Zaniolo come le vespe sulla carne delle grigliate. Zaniolo ha già sette presenze in cadetteria e l’Inter lo segue, fino ad effettuare un vero e proprio blitz: lo prende a due milioni di euro, gli propina un contratto quinquennale, ma gli fa compiere un piccolo passo indietro. Torna così in Primavera, da Stefano Vecchi, il pluridecorato tecnico dei nerazzurri chiamato a farlo diventare grande. E ci riesce: lo fa giocare titolare per tutta la stagione, lui risponde con 14 gol e 11 assist in 35 partite. Niente male, per un centrocampista con spiccate doti offensive. Da trequartista si esalta, ma pure da mezzala non sfigura affatto. Talvolta abbonda nei virtuosismi, ma l’età glielo consente ancora.

AL POSTO GIUSTO – C’è però una caratteristica che ha colpito tutti per quanto riguarda il rendimento di Zaniolo: quando la posta in gioco è alta, la pressione lui riesce a divorarla. Il gol decisivo in semifinale Primavera contro la Juve e l’assist decisivo per Colidio nella finalissima contro la Fiorentina parlano per lui. Ora c’è la Nazionale, dopo un’estate di grandi cambiamenti: ha fatto contenti i tifosi dell’Inter, che hanno accolto Nainggolan a cifre contenute. E ha fatto felice la Roma di Di Francesco, che ha abbracciato un ragazzo che sembra un veterano. Alla faccia della data di nascita, il 1999. Ora proverà a convincere Mancini. Ma in fondo ci è già riuscito: vestire la maglia dell’Italia senza aver mai messo piede in Serie A è un lusso per pochi. Per predestinati, appunto.

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