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Pessotto mette in guardia tutti: «Hanno provato ad abbatterci, ma la Juventus non muore mai!»
Pessotto mette in guarda gli avversari: «Hanno provato ad abbatterci, ma la Juventus non muore mai!». Le sue parole
Gianluca Pessotto ha rilasciato un’intervista a Tuttosport, soffermandosi su numerosi argomenti di attualità calcistica. Di seguito i passaggi più significativi dell’ex difensore della Juventus:
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IL RIGORE SEGNATO – «Finita la rifinitura, Lippi disse: “Ma no, non proviamo i rigori, tanto la partita la vinciamo prima!”. Era un modo per caricarci, non presunzione. Dentro di me però mi ero detto di volerne fare almeno uno: ho preso il magazziniere – che era pure la metà di Van der Sar, però più largo – e ho tirato esattamente come ho fatto poi in partita. Sono stato bravo, sì. Però anche fortunato. E freddo. E incosciente. Mai pensato di poterlo sbagliare. Giorni dopo ho pensato alla responsabilità che mi ero preso»
IL MOMENTO CHIAVE – «In quella stagione andavamo bene in Europa e meno in campionato. Mettevano sotto accusa la preparazione atletica, ma dicevo: siamo gli stessi di tre giorni fa! Per me era un discorso mentale. Molti l’avevano giocata, qualcuno l’aveva vinta. La vittoria sul Dortmund? Quella partita per me ci ha fatto capito che potevamo giocarcela: ha dato grande fiducia a tutto l’ambiente. Non si parlava di dover vincere la Champions, però inconsciamente c’era quella sensazione che tutti volessero riuscirci. Poi c’era la stella di Alessandro Del Piero: lì nasce il suo gol iconico, ha lasciato il segno. Non sbagliava mai»
LA SFIDA AL REAL MADRID – «Sì, ce la siamo fatta abbastanza sotto: avevamo perso 1-0 a Madrid, con il miracolo di Peruzzi all’ultimo. Qualcuno mi ha detto che sia il dottor Giraudo che Moggi hanno poi suggerito a Lippi di farmi giocare dall’inizio al ritorno. Siamo arrivati a quel match con qualche difficoltà: Lippi s’inventò un’amichevole a Carrara, nessuno aveva grandissima voglia. E infatti abbiamo perso, con il risultato di un bel ritiro a tre giorni dal match. E sui giornali si scrivevano già la liste dei promossi e bocciati per la stagione successiva…».
IL PRIMO INCONTRO CON VIALLI – «Luca è stato tra le prime persone che ho incontrato a Torino: c’era un ristorante in cui, anche da calciatore del Toro, ero solito andare. Appena firmo per i bianconeri, incontro Vialli e Vierchowod. Quando loro giocavano e vincevano in A, io ero appena uscito dalla C2, al Varese»
