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PSG, Pochettino: «Esperienza positiva, ma se non vinci la Champions fa rumore»

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Mauricio Pochettino, ex allenatore del PSG, è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina del club parigino

Mauricio Pochettino, ai microfoni di Infobae, è tornato a parlare della sua esperienza da tecnico del PSG.

PSG – «È stata un’esperienza positiva. Abbiamo vinto Supercoppa, Coppa di Francia e campionato in un anno e mezzo ma è chiaro che il PSG deve vincere la Champions e che se non ci riesci è considerato un fallimento. Ma è un fallimento di 50 anni, non solo della scorsa stagione. Da 10-11 anni il PSG vince in patria e compra giocatori con l’obiettivo di trionfare anche in Europa. Credo che ce la farà perché ha le risorse ma ci sono fattori che non si possono controllare».

REAL MADRID – «Paura del palcoscenico? Allora dovremmo mettere uno psicologo anche al Chelsea, al City e al Liverpool, così come a tutte le squadre che hanno affrontato il Real di recente. Ci sono cose che non si possono controllare e credo che se il VAR avesse rivisto il contatto tra Benzema e Donnarumma, sarebbe andata diversamente. Loro hanno preso fiducia, un’energia diversa e noi abbiamo commesso un errore. Il calcio non deve andare oltre l’analisi della partita. Il fattore fortuna conta e quello emotivo influisce ma non credo siano così rilevanti. Cosa è successo al Chelsea? Che fine ha fatto il Manchester City, che ha subito tre gol in cinque minuti? Di cosa parliamo? Di un problema psicologico? È sempre successo, ricordiamo anche la famosa finale tra Liverpool e Milan: la squadra che non ha niente da perdere si prende dei rischi. La squadra che sembra aver già vinto tende invece a proteggersi e alla fine finisce per concedere, in modi talvolta “strani”».

POCA PAZIENZA – «Dobbiamo anche capire che la pazienza viene meno man mano che si va avanti. La richiesta è maggiore, dominare il campionato francese o le competizioni nazionali non basta più, perché il tifoso non attribuisce l’importanza che merita a questi titoli. Quest’anno abbiamo vinto il decimo scudetto e siamo alla pari del Saint-Étienne, le due squadre che hanno vinto più campionati. Sono dieci titoli, non cinquanta, per questo credo che sia molto sottovalutato, che non sia valorizzato. Vincere è un obbligo e se non lo fai sembra un disastro totale. Pensano tutti alla Champions. L’ossessione è la Champions e tutto ciò che non è vincere la Champions è sinonimo di fallimento. Per me e il mio staff non è stato così: credo che siamo stati onesti, abbiamo lavorato bene ma abbiamo avuto quella sfortuna negli ultimi minuti contro il Real Madrid. Abbiamo raggiunto una semifinale l’anno scorso, poi Mbappe si è infortunato all’andata contro il Manchester City ed è andata male, anche se avevamo eliminato Barcellona e Bayern Monaco. In altre parole, penso che abbiamo fatto un buon lavoro, forse non riconosciuto all’esterno perché l’aspettativa era quella di vincere la Champions».

MBAPPE’ – «Quello che penso è che il PSG abbia fatto tutto il possibile per trattenere Kylian e anche su questo sono d’accordo. È uno dei migliori giocatori del mondo e penso che il PSG, avendo tutte le risorse per farlo, lo abbia convinto a restare. Ma non credo che Kylian sia il responsabile del nuovo progetto. Chi comanda, in questo caso il presidente, ha pensato che ci fosse bisogno d un cambiamento. Kylian il migliore al mondo? Per me è Messi, non c’è dubbio. Dopo è chiaro che Mbappé è un candidato per poter raccogliere l’eredità. E non dimentichiamo Neymar».

ICARDI – «Penso che abbiamo gestito molto bene l’intera questione come staff tecnico. Sono cose che accadono in ogni squadra ma fa più notizia quando succede in un club come il PSG, con i riflettori sempre puntati. Abbiamo gestito tutto in modo calmo, moderato. Sappiamo che ci sono interessi individuali o di immagine che a volte fanno dire molte cose che non sono reali, e non possiamo farci nulla. Ma sappiamo benissimo cosa è successo e siamo sereni perché abbiamo fatto il massimo».

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