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Riso: «Ero un cameriere ora realizzo i sogni dei miei calciatori. Su Sensi, Galliani e Tevez..»

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Giuseppe Riso ha concesso una interessante intervista alla Gazzetta dello Sport: queste le parole di uno dei più importanti agenti calcistici

Giuseppe Riso, uno dei più importanti agenti nel panorama calcistico, ha concesso una interessante intervista a La Gazzetta dello Sport. Le sue parole.

ARRIVO A MILANO – «Gioco a calcio a Saronno: attaccante veloce ma segno poco. Inizio a lavorare in una tipografia, poi faccio il magazziniere, lo spedizioniere, mi iscrivo alla facoltà di Economia e Commercio e al tempo stesso vendo porte e finestre di fianco all’Università. Poi inizio a fare il postino e il cameriere a San Siro. Ho la possibilità di essere assunto a tempo indeterminato nelle Poste: incoraggiato da mio padre dico no, rinuncio a 1300 euro al mese e vado avanti col mio sogno».

GALLIANI – «Mi ha dato consigli di vita e calcistici, è un punto di riferimento costante. Appena posso cerco di incontrarlo perché con lui si cresce, è come andare all’Università, c’è sempre da imparare. Abbiamo anche litigato: per sei mesi, quando ho portato Cristante al Benfica. Sono riuscito a riappacificarmi grazie alla sorella».

TEVEZ-PATO – «Il famoso viaggio per lo scambio col City: era tutto fatto e poi… ci ha pensato Paratici portandolo alla Juve. Per il Milan ho curato anche gli arrivi di De Jong e Fernando Torres».

LAVORO – «Ho creato la GR Sports, organizzandola come un club di calcio: ho uno studio legale, l’avvocato Scaccabarozzi è da Pallone d’oro, un social media manager, un commercialista, c’è chi si occupa dello scouting una segreteria sempre operativa. I ragazzi vengono seguiti 24 ore al giorno e gli offriamo una consulenza a 360 gradi. Il lavoro di scouting, portato avanti anche da mio fratello, è continuo: c’è chi guarda video all’infinito, altri nei campi di periferia scovano i campioni del futuro».

QUALITÀ IN UN AGENTE – «Passione e determinazione. Serve la volontà di arrivare in alto. Quando ho iniziato Tinti e Raiola per me erano dei miti, anche Mendes… E’ chiaro che per diventare grande devi per forza trascurare qualcosa: è un lavoro che ti assorbe in pieno, c’è poco spazio per altro».

AGENTI VISTI MALE – «E’ un errore perché l’agente punta ad aumentare il valore del calciatore e quindi fa anche le fortune di un club e, indiretta- mente, anche dei tifosi»

AFFARI – «Lavoriamo molto sia in Italia che all’estero: Pellegri al Monaco e il Papu Gomez al Siviglia sono operazioni di cui vado particolarmente fiero. Sono state un ulteriore momento di crescita do- po De Jong e Torres al Milan».

GOMEZ – «Si trova benissimo a Siviglia però ama l’Italia quindi in futuro non escludo affatto un suo rientro in Serie A».

COSA AMA DEL LAVORO – «Costruire carriere. Aiutare i ragazzi a centrare i loro sogni, portarli il più in alto possibile. Per me è una grande soddisfazione vedere Gagliardini, Sensi e Radu vincere uno scudetto, Cristante e Mancini capitani nella Roma e Cataldi nella Lazio, Petagna al Napoli, Baselli pilastro del Torino, Jankto titolare all’Europeo, Gollini e Pessina in Champions».

SENSI E PESSINA – «Pessina è un campione. Sensi è un patrimonio del calcio europeo, questo è solo un incidente di percorso… il prossimo anno farà una gran stagione e un grandissimo Mondiale».

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