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Rocchi respinge i sospetti: «Mai rapporti con Marotta, ho sempre deciso in autonomia»

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Rocchi 17 07

Gianluca Rocchi si difende nell’intervista al Corriere dello Sport: l’ex designatore nega rapporti con i dirigenti dei club e rivendica imparzialità nelle scelte arbitrali

Gianluca Rocchi difende il proprio lavoro e respinge i sospetti di favoritismi. A quasi 130 giorni dall’inizio della vicenda investigativa che lo ha coinvolto, l’ex designatore degli arbitri di Serie A e B ha affidato al Corriere dello Sport la propria posizione, soffermandosi sui rapporti con le società e sull’autonomia delle designazioni.

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Rocchi su Marotta: «Mai avuto rapporti»

Uno dei passaggi principali dell’intervista riguarda Giuseppe Marotta. Alla domanda sui rapporti con il dirigente, Rocchi ha risposto: «Rapporti con Marotta? Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti».

Una dichiarazione con cui l’ex designatore nega di aver coltivato relazioni con i rappresentanti dei club. Per spiegare la gestione dei contatti con le società, richiama quindi l’introduzione di una figura specifica nella struttura arbitrale.

Rocchi e il ruolo del referee manager

PAROLE – «Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno», ha spiegato Rocchi al Corriere dello Sport.

L’ex designatore ha poi allargato il discorso alle contestazioni rivolte agli arbitri, sottolineando come si tratti di una dinamica precedente al suo incarico: «Da sempre tutte le società, pur se in tempi diversi, hanno avuto qualcosa da dire agli arbitri o sugli arbitri e quando dico da sempre non mi riferisco al mio periodo».

Rocchi respinge i favoritismi: «Mai favorito o maltrattato squadre»

La difesa di Rocchi si concentra soprattutto sull’indipendenza delle proprie decisioni: «Io posso garantirti che non ho mai favorito o maltrattato squadre, decidendo sempre in totale autonomia».

Parole che rappresentano la sua risposta alle contestazioni sulle presunte interferenze nelle designazioni. Sullo sfondo restano i due filoni descritti nella vicenda: quello sulle designazioni, per il quale è stata richiesta l’archiviazione ed è attesa la decisione del Gip, e quello relativo alle presunte bussate alla sala Var di Lissone, di cui si attende la chiusura delle indagini.

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