Roma, la coperta corta di Monchi affonda Di Francesco

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La Roma cade in casa contro la Fiorentina mostrando tutti i limiti di una rosa incompleta. La Lazio intanto aggancia i giallorossi al 3° posto e infiamma il derby

Si chiude male, anzi malissimo, la settimana della Roma. La sconfitta casalinga per 2-0 patita per mano della Fiorentina punisce oltremodo una squadra distratta in difesa e sprecona in avanti. Così dopo l’1-1 di Bologna e il 4-1 incassato in casa del Barcellona, i giallorossi rischiando di vedersi scivolare dalle mani il passaggio del turno in Champions e il terzo posto in campionato. L’Inter non ne ha approfittato ed è scivolata con il Torino ma la Lazio ha sconfitto l’Udinese agganciando i cugini in classifica a 60 punti. Il tutto con vista sul derby di domenica prossima che rischia di assumere i contorni di un vero e proprio spareggio.

La sesta sconfitta casalinga, peggio solo nella stagione 47-48, trascina sul banco degli imputati Di Francesco e la scelta di un massiccio turnover, forzato anche da alcune assenze. Tenere fuori tutti insieme Kolarov, Florenzi e De Rossi, oltre agli infortunati Under e Perotti si è rivelata una scelta poco azzeccata. A poco è servito il rientro di Nainggolan che solo a sprazzi messo in mostra le sue doti e si è mangiato un gol praticamente fatto a tu per tu con Sportiello. I sostituti non si sono rivelati all’altezza ma giunti a questo punto della stagione la dirigenza non può ritenersi estranea da colpe. Così anche il ds Monchi finisce nel tritacarne delle critiche per alcune scelte in sede di mercato. All’inizio della sua avventura nella capitale, lo spagnolo rispose così a quanti gli imputavano le tante cessioni eccellenti: “Il problema non è vendere ma comprare male”. A questo proposito allora aumentano i dubbi e le perplessità sui calciatori arrivati dalle parti di Trigoria.

LA COPERTA CORTA – La partita di sabato ha dimostrato una volta di più che la coperta giallorossa è ancora troppo corta, situazione che in parte scagiona e spiega alcune scelte dell’allenatore. Per esempio Di Francesco è stato costretto a schierare Juan Jesus terzino sinistro per permettere a Kolarov di rifiatare. Il sostituto naturale sarebbe Jonathan Silva, arrivato in prestito durante il mercato di gennaio per coprire il buco lasciato da Emerson, ma l’argentino è arrivato convalescente e tale è rimasto. Al termine di questa stagione potrebbe essere rispedito allo Sporting Lisbona senza mai scendere in campo. Che dire poi di Gonalons. L’arrivo dell’ex capitano del Lione sembra un capolavoro di mercato, pagato 5 mln (più 3,5 al suo agente) doveva portare esperienza e spessore a centrocampo e invece fa rimpiangere costantemente Daniele De Rossi, che pure non sta vivendo la sua miglior stagione. Ultimamente ha preso a fare anche errori marchiani come l’assist a Suarez per il 4-1 del Barça e la mancata chiusura sul tiro di Benassi che ha spianato la strada alla Fiorentina. Su Defrel c’è quantomeno un concorso di colpe tra tecnico e ds. Il francese è un pupillo di Di Francesco che lo ha voluto fortemente dal Sassuolo ma i 23 mln di euro spesi per strapparlo ai neroverdi si sono tradotti in una sola rete segnata su rigore nel 5-2 rifilato al Benevento. In mezzo tanti infortuni che gli hanno permesso di mettere insieme la miseria di 644′ spalmati su 20 presenze.

CASO SCHICK –  Discorso a parte merita Patrick Schick. La formula del suo acquisto, circa 42 mln spalmati su tre anni con l’inserimento di varie clausole opzionali, fa capire che si è trattato più di un investimento di mercato che di un calciatore funzionale al progetto di Di Francesco. L’attaccante ceco è ancora un equivoco tattico. Preso per fare l’esterno alto, ben presto è apparso come un pesce fuor d’acqua relegato ad un ruolo di fascia che non riesce o non vuole interpretare. Anche nel ruolo di vice Dzeko però le sue prestazioni sono state tutt’altro che esaltanti e la casella dei gol segnati resta ferma ad 1, quello inutile realizzato in Coppa Italia contro il Torino. Così facendo non è mai stata una vera e propria alternativa al bosniaco costringendolo il numero 9 agli straordinari. La situazione di Schick rischia di diventare un vero e proprio caso anche in vista della prossima estate dove dovranno essere prese delle scelte in sede di mercato. A conti fatti allora l’unico acquisto azzeccato, oltre all’usato garantito Kolarov, è stato il giovane Cengiz Under. Il turco è esploso dopo una prima parte di stagione anonima che gli aveva appiccicato addosso l’etichetta di oggetto misterioso. Da febbraio in poi ha ha messo insieme 1 assist e 6 gol, di cui 5 in campionato diventando il terzo miglior marcatore della squadra dopo Dzeko ed El Shaarawy. Giudizio rinviato su Rick Karsdorp, arrivato da Feyenoord per circa 17 mln e che dopo il nuovo infortunio è sprofondato in un calvario che lo restituirà alla Roma solo la prossima stagione.