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Comolli a rischio senza Champions League: John Elkann riflette. Quale può essere il segnale forte della proprietà alla Juventus

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Comolli a rischio senza la qualificazione della Juve alla prossima Champions League: John Elkann riflette sul futuro del club bianconero

Trema la Juventus, finita sotto la lente d’ingrandimento per il fallimento di un intero progetto sportivo ed economico. Sebbene l’esclusione dalla prossima Champions League non sia ancora matematica, l’incubo è ormai concreto e rischia di riportare il club indietro di oltre dieci anni, precisamente ai tempi dei due settimi posti consecutivi registrati nelle stagioni 2009-10 e 2010-11. Un vero e proprio terremoto sportivo che, secondo quanto riportato dalla La Gazzetta dello Sport, si tradurrà in un bagno di sangue finanziario da almeno 70-80 milioni di euro, costringendo il patron John Elkann a profonde riflessioni sul piano affidato la scorsa estate all’amministratore delegato Damien Comolli.

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Il bivio societario di John Elkann

Il nipote dell’Avvocato aveva scelto personalmente l’ex presidente del Tolosa, concedendogli carta bianca per ristrutturare la società. Ora, però, la mancata conquista degli obiettivi minimi stagionali — ovvero il quarto posto in campionato e il raggiungimento degli ottavi di Champions — mette tutto profondamente in discussione. A tormentare l’ad di Exor è un dilemma cruciale: far pagare subito il fallimento al manager francese o concedergli una seconda chance in nome della stabilità aziendale? A pesare negativamente sul bilancio ci sono anche le pesanti bocciature sul campo degli acquisti estivi, a partire dai 44 milioni spesi per Loïs Openda, oggetto misterioso della rosa e di fatto ignorato prima da Igor Tudor e poi da Luciano Spalletti.

I segnali della proprietà e lo spettro del derby

I segnali pubblici lanciati da Elkann, d’altronde, sono indicativi: nelle sue ultime dichiarazioni il patron ha blindato i soli Spalletti e Kenan Yildiz in ottica futura, senza mai citare l’ad transalpino. Già un anno fa la proprietà non aveva esitato a silurare l’ex direttore tecnico Cristiano Giuntoli subito dopo la conquista della Champions, pagando le scelte sul cambio in panchina da Thiago Motta a Tudor e alcune cessioni contestate come quella di Dean Huijsen.

Il rapporto tra Elkann e Comolli resta stretto e i contatti giornalieri sono proseguiti anche dopo il recente tracollo con la Fiorentina. Il numero uno di Exor è fortemente contrariato, ma teme che l’ennesimo azzeramento societario possa peggiorare ulteriormente le cose. Il bilancio definitivo verrà tracciato dopo il sentitissimo derby contro il Torino: senza l’Europa che conta alle porte, la Continassa rischia un nuovo, clamoroso tsunami in cui potrebbe salvarsi il solo Giorgio Chiellini.

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