Dagli 0 minuti con l'Italia alla prima titolarità in Champions con il Borussia Dortmund: lo strano 'caso' di Samuele Inacio
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Dagli 0 minuti con l’Italia alla prima titolarità in Champions con il Borussia Dortmund: lo strano ‘caso’ di Samuele Inacio

Lo strano ‘caso’ di Samuele Inacio, titolare al debutto in Champions League con il Borussia Dortmund. Retroscena Nazionale

Il prestigioso palcoscenico della Champions League ha certificato la precoce ascesa di uno dei prospetti più promettenti del calcio europeo, accendendo contemporaneamente un pesante campanello d’allarme per la Nazionale italiana. In occasione della sfida continentale persa per 1-0 dal Borussia Dortmund sul campo dei norvegesi del Bodø/Glimt, il club tedesco ha sorpreso tutti lanciando dal primo minuto Samuele Inacio, attaccante classe 2008. Per il giovane talento si è trattato della prima presenza da titolare in Champions League, bagnata da oltre un’ora di gioco disputata a ritmi altissimi e con una personalità sorprendente per un sedicenne.

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L’exploit con il BVB e il caso con la maglia azzurra

Mentre in Germania il sodalizio giallonero dimostra un coraggio assoluto nell’affidare le chiavi del reparto avanzato a un ragazzo giovanissimo, la situazione legata al suo futuro internazionale comincia a sollevare polemiche e perplessità nell’ambiente calcistico tricolore. A fronte di una crescita esponenziale ai massimi livelli per club, si registrano infatti 0 minuti con l’Italia per la punta cresciuta nei vivai nostrani nel recente tour de force di 4 partite in Nations League. Una mancata valorizzazione immediata che rischia di lasciare sguarnito un patrimonio tecnico dal potenziale sconfinato, proprio nel momento in cui l’attacco azzurro è alla ricerca di certezze per il futuro.

Il rischio scippo: la mossa del Brasile per bruciare la concorrenza

A rendere il quadro allarmante è la presenza sempre più ingombrante della CBF. Il pericolo di un’intromissione del Brasile per assicurarsi le prestazioni sportive del gioiello del Borussia Dortmund si fa infatti sempre più concreto. Grazie alle origini familiari — il padre è l’ex attaccante Inácio Piá, protagonista per anni sui campi di Serie A —, il giocatore possiede il doppio passaporto e può scegliere di rappresentare la Seleção. La federazione verdeoro guidata da Ancelotti, storicamente rapida nell’intercettare i talenti emergenti all’estero, starebbe monitorando la situazione con l’intenzione di bruciare la concorrenza italiana e convocarlo formalmente.

Sullo sfondo dei recenti bivi internazionali che hanno coinvolto altri giovani talenti contesi tra più selezioni, per i vertici di Coverciano scatta l’obbligo di accelerare i tempi. La prova offerta in Norvegia ha ribadito che Samuele Inacio è già una realtà del calcio d’élite: l’Italia dovrà muoversi d’anticipo per non vedersi scippare uno dei protagonisti annunciati del prossimo decennio.

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