Calcio italiano
Serie A, parte la strategia per i diritti TV: bando post‑2029 entro fine anno
Diritti TV Serie A: il futuro si decide entro la fine dell’anno, via al bando 2029‑2034. Cosa può succedere
In Lega Serie A si guarda già oltre l’avvio del campionato: l’attenzione è puntata sul 2029, anno in cui scadranno gli attuali accordi per i diritti televisivi e partirà un nuovo ciclo di commercializzazione. Oggi il sistema prevede che DAZN trasmetta tutte le 380 partite e Sky ne condivida 114 in co‑esclusiva, un modello che resterà in vigore per altre tre stagioni. Ma dietro le quinte si lavora già al futuro.
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Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la Lega sta definendo il bando per il quinquennio 2029‑2034, con l’obiettivo di far partire la gara entro la fine dell’anno, tra autunno e inizio inverno. Sarà quello il momento decisivo per capire quanto varrà la Serie A per i broadcaster e se nuovi attori — come Amazon, Paramount Skydance, Disney o Netflix — decideranno di entrare nella competizione per i diritti del calcio italiano. Una variabile che potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri del mercato audiovisivo.
Le linee guida del bando sono già al vaglio di Antitrust e Agcom, che stanno effettuando le verifiche necessarie. Verrà confermata la no‑single‑buyer rule, che impedisce l’esclusiva totale a un solo operatore, mentre sarà formalizzata la possibilità di co‑esclusiva. Resterà anche la clausola estrema: se le offerte non dovessero soddisfare le aspettative, la Lega potrà ricorrere al proprio canale a pagamento.
Il tema è centrale per i club, perché i diritti domestici rappresentano la principale fonte di ricavi. L’attuale ciclo 2024‑2029 garantisce circa 900 milioni l’anno: 700 da DAZN e 200 da Sky, meno dei 927,5 milioni medi del ciclo precedente, anche se l’accordo con DAZN include un meccanismo di revenue sharing che potrebbe aumentare gli introiti.
Parallelamente, la Lega sta lavorando sul fronte internazionale. Per il dossier dei diritti esteri si è affidata a J.P. Morgan, che presenterà i primi risultati a fine settembre. Oggi il mercato internazionale porta circa 250 milioni l’anno, ma la crescita dell’8% negli ascolti dell’ultima stagione è un segnale incoraggiante: ora bisognerà trasformare questo dato in valore concreto per il ciclo 2029‑2034.
La partita dei diritti TV è appena iniziata, ma il futuro del calcio italiano — economico e competitivo — passerà inevitabilmente da qui.