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Calcio Estero

Sprofondo rosso, dentro la crisi senza fine del Liverpool di Salah e Klopp

Alberto Mauro

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Klopp Liverpool

Sembra già chiuso il ciclo del Liverpool campione d’Europa,  la classifica è allarmante e sono tutti in discussione: da Salah a Jurgen Klopp

Sul tetto d’Europa nel 2019, settimo in classifica in Premier due anni dopo. Dicono che sia molto più difficile rimanere ad altissimi livelli che arrivarci, e i Reds sono l’esempio perfetto: dopo aver rincorso la gloria per decenni si ritrovano di nuovo in una situazione critica. Difficile anche solo spiegare i motivi di un tale flop, anche perché l’ossatura della squadra è rimasta quella che ha schiantato il Tottenham in finale di Champions, compreso Klopp in panchina, da genio assoluto a istigatore di casi. L’ultimo, la sostituzione di Salah, ha scatenato le reazioni poco comprensive dei tifosi e dell’agente dell’attaccante, una situazione ormai difficilmente recuperabile. Il Liverpool infatti è al settimo posto in classifica 22 punti più in basso del City, fuori dall’Europa e più vulnerabile che mai.

Il glorioso Anfield per la prima volta nella sua storia è stato violato per 5 partite consecutive, dopo lo 0-1 contro il Chelsea siglato Mount. Una resa inaspettata e incondizionata che ha stravolto le prospettive di una stagione da dimenticare, con il rischio concreto di rimanere anche fuori dall’Europa League. Difficile fotografare con esattezza le cause del flop, evidentemente si è rotto qualcosa a livello di sintonia ed equilibri nello spogliatoio, il giocattolo di Klopp si è inceppato e ora sono tutti in discussione, compreso l’allenatore. Giocatori demotivati, e forse appagati dai successi degli ultimi anni, stanno facendo fatica a ritrovarsi in campo. E probabilmente il grave infortunio che ha tolto di mezzo Virgil Van Dijk da inizio stagione pesa più del previsto ma non basta a giustificare una stagione da incubo, per un Liverpool sempre più rosso, ma di vergogna.

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