Tavecchio, l’obiettivo è resistere alle pressioni

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Carlo Tavecchio non sembra aver intenzione di dimettersi: la palla passa al Consiglio Federale. E i successori scarseggiano

Resistere, resistere, resistere. Attaccare, attaccare, attaccare. Ce la farà Carlo Tavecchio da Ponte Lambro, 74 primavere sfiorite alle spalle, a tenere fede all’impegno preso con se stesso? Avranno buon gioco per contro, alla fine, tutti quelli, e sono tanti, soprattutto dai Palazzi romani, che da subito hanno iniziato a sparare bordate a palle incatenate verso il palazzo di via Allegri, in queste ore una sorta di fortino sotto assedio?

GATTOPARDO – «Non mi dimetto, ditelo pure» è stato il messaggio fatto girare dall’attuale presidente della Figc nella lunga settimana del play-off mondiale. Tavecchio ha parlato con tutti quelli che gli erano vicino, come il suo vice, Ulivieri. Uno di quelli convinti che non è un risultato sportivo, per quanto deprimente, a dover determinare la caduta di una presidenza: «Non c’era l’ingresso nel Mondiale nel programma elettorale, non è un caso… E su Ventura i giudizi, prima di Madrid, erano diversi…» il suo ragionamento. Ma al di là di queste valutazioni singolari, il quadro della situazione è articolato. E passa dagli equilibri politici che hanno determinato la seconda elezione di Tavecchio e di quelli più generali che gli ruotano intorno, a cerchi via via più larghi, ma anche più “pesanti” in termini di incidenza sul futuro della poltrona di numero uno della Figc.

BATTAGLIA – Dunque, se qualcuno pensava a un’uscita di scena autonoma del presidente ha dovuto prendere atto del contrario. Compreso il Coni, da tempo in stato di vigile allerta verso la Figc, sempre tenuta sulla corda dalla gestione Malagò. Dal punto di vista formale non c’è spazio per un intervento di imperio del Foro Italico. Nel 1958, Giulio Onesti commissariò la Federcalcio di Barassi, ma quelli erano altri tempi. Il fulcro intorno a cui ruota il destino di Tavecchio comunque resta il Consiglio Federale: è lì che la maggioranza che lo ha eletto potrebbe venire meno, costringendo il presidente all’addio.

SUCCESSORI – Con Sibilia che potrebbe sbarcare in politica e il tandem Gravina-Abodi in seconda fila, per “Il Corriere dello Sport” potrebbe tornare possibile una candidatura Albertini, altro avversario ma del primo Tavecchio, tutta da costruire. Facendo tutte le somme, un movimento senza presidente della Lega A (di cui Tavecchio è commissario), né della Lega di B, potrebbe anche inizialmente assolvere Tavecchio. Ma tutto potrebbe cambiare se l’ondata di attacchi di origine extra-calcio dovesse diventare non più resistibile.