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Turchia Italia: l’ingresso di Di Lorenzo accende Barella tra le linee – ANALISI TATTICA

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calhanoglu inter

Nel trionfale successo dell’Italia sulla Turchia a Euro 20202 è stato determinante anche il movimento di Barella tra le linee

Non era scontato prevedere una gara così a senso unico. D’altronde, la Turchia possiede una rosa dal livello tecnico tutt’altro che basso, con molti giocatori  di grandi e competitivi club europei. Invece, l’Italia ha sostanzialmente dominato contro un avversario deludente e rinunciatario, che ha proposto poco o nulla: altro non ha fatto che aspettare in basso gli azzurri chiudendo gli spazi.

Nella prima frazione, si è giocato solo nella metà campo turca, con l’Italia padrona del gioco e molto efficace nella riaggressione. Riusciva a recuperare palla subito dopo averla persa, costringendo la Turchia a un baricentro bassissimo. Gli azzurri non si rendevano però molto pericolosi, anche per merito degli accorgimenti rivali: Karaman, l’ala destra, si abbassava molto per seguire le sovrapposizioni di Spinazzola (leggi anche le nostre pagelle Turchia-Italia), con Celik (il terzino) e Yokuslu (il mediano) che si occupavano su Insigne sul centro-sinistra. La manovra dell’Italia era un po’ piatta e non trovava varchi.

Mancini voleva rotazioni soprattutto a destra, con Barella e Berardi che spesso si cambiavano anche di posizione: l’interista si apriva, mentre il calciatore del Sassuolo entrava dentro al campo. Queste situazioni non hanno creato però molti vantaggi: l’Italia faticava a trovare l’uomo libero e spazi tra le linee, con cambi di gioco su Berardi abbastanza prevedibili. Inoltre, con Locatelli un po’ troppo timido, mancava un po’ di personalità in mezzo al campo: qualcuno che si sganciasse di più in avanti ed effettuasse passaggi filtranti o cambi di campo. I dribbling di Spinazzola, spesso in spazi intasati, erano una delle rare modalità con cui l’Italia provava a sfondare.

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Le cose sono migliorate nettamente nella ripresa. L’autogol di Demiral dopo pochi minuti arriva su una situazione che nella prima frazione non avevamo praticamente mai visto: ossia, l’Italia che trova Barella tra le linee, servito da un’ottima verticalizzazione di Locatelli. Nel generare questo spazio, è decisivo (in negativo) il movimento di Under, entrato al 46′ per affiancare Yilmaz.

Come si vede nella slide sopra, l’ex Roma esce su Di Lorenzo (fuori inquadratura): con Calhanoglu che si era alzato su Jorginho, si crea quindi tanto spazio centrale, con Barella che viene finalmente servito alle spalle dei mediani rivali. Decisivo anche il movimento di Locatelli, che supporta bene il play marcato (Jorginho) e consente di superare il pressing turco, compiendo poi il passaggio filtrante per Barella.

Il gol mette in totale discesa la partita, con la Turchia che si allunga e gli azzurri che arrivano al tiro senza alcun problema, esprimendo nel migliore dei modi i principi che abbiamo visto in questi anni di Mancini. Per quanto nominalmente sia un 4-3-3, su possesso consolidato quello dell’Italia diventa una sorta di 3-2-5: Berardi e Spinazzola danno ampiezza, Insigne entra dentro al campo e Barella si sgancia molto in avanti a ridosso delle punte, diventando un incursore. Sia all’Inter che in Nazionale, l’ex Cagliari ha acquisito una strepitosa sensibilità tattica negli smarcamenti, con la squadra che lo imbecca continuamente tra le linee. Tutto ciò si è visto molto nel secondo tempo, con le sue ricezioni interne che hanno fatto la differenza.

Va poi aggiunto che l’ingresso di Di Lorenzo ha dato più spinta e imprevedibilità. Se Florenzi era stato un po’ troppo timido, al contrario il terzino del Napoli ha spinto molto, sia in ampiezza che dentro al campo. L’Italia ha così sfruttato meglio il proprio lato destro, con Barella e Berardi che ne hanno beneficiato: se la mezzala interista ha iniziato a usufruire di molte più ricezioni tra le linee, molti meriti sono anche di Di Lorenzo. Al contrario, nella prima frazione la Nazionale giocava quasi unicamente a sinistra, con la manovra che però non era sempre efficacie.

Nel gol di Immobile si vedono molti dei principi dell’Italia di Mancini. Berardi e Spinazzola che danno ampiezza (il romanista attacca il secondo palo), Insigne dentro al campo, Barella a ridosso delle punte e Di Lorenzo dentro al campo.

Insomma, l’Italia ha iniziato gli Europei giocato una gara totalmente in linea con quanto di buono visto negli anni precedenti, applicando un calcio di possesso e di riaggressione. Oltre alla forte identità tattica degli azzurri, vanno elogiati gli aggiustamenti a gara in corso di Mancini, con l’ingresso di Di Lorenzo che ha reso più efficace la fascia destra della sua squadra. Il cammino della Nazionale inizia nel migliore dei modi: da tempo immemore non si vedeva una simile armonia e unità d’intenti tra giocatori e staff tecnico, con la rosa che – per l’ennesima volta – ha dimostrato di avere sposato a pieno le intenzioni dell’allenatore.

 

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