Udinese, è ancora supermarket. Ecco i sostituti, ma la Champions? - Calcio News 24
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2012

Udinese, è ancora supermarket. Ecco i sostituti, ma la Champions?

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giampaolo ifa

Il patron Giampaolo Pozzo aveva spiazzato tutti in apertura di calciomercato: “Quest’anno non venderemo nessuno, vogliamo mantenere intatta la squadra che ha guadagnato la qualificazione Champions per il secondo anno consecutivo e giocarcela anche in Europa”. Le premesse sembravano ottime, anche e soprattutto per un campionato italiano già depauperato di un club nella massima competizione europea. Poi il dio denaro: la società ha vacillato di fronte alle offerte per i suoi gioielli e ha nuovamente smobilitato un gruppo vincente.

LE CESSIONI – Riguardano trasversalmente l’intero organico: l’indebolimento della rosa è evidente e preoccupante per il futuro europeo dei club italiani. Non si potrà sbagliare ancora in Europa per non essere definitivamente risucchiati tra le realtà meno attrezzate del continente. Portiere: il fenomeno Handanovic, dopo diverse stagioni da protagonista con la maglia dell’Udinese, ha abbandonato il Friuli per trasferirsi all’Inter, importo dell’operazione pari ad 11 milioni di euro più la comproprietà di Faraoni. Difesa ancora non smobilitata, ma Benatia è al vaglio di società importanti. Piazza pulita a centrocampo, il reparto con più gioielli da mostrare: Isla ed Asamoah in comproprietà alla Juventus per 15 milioni, per il rientrante Cuadrado si attende l’ufficialità del passaggio alla Fiorentina per circa 8 milioni e su Armero è battaglia tra Juventus e Napoli, con i primi favoriti per l’affondo finale. La smobilitazione prosegue nel settore offensivo: Floro Flores in prestito al Granada, squadra di proprietà dei Pozzo, così come la promessa rumena Gabriel Torje.

I SOSTITUTI – A difendere la porta friulana sarà il serbo Brkic, reduce da un’ottima stagione in quel di Siena. Due classe ’88 francesi per la difesa – Fanchone ed Heurtaux – oltre al colombiano Charà ed il brasiliano Moises, rispettivamente classe ’90 e ’91. In quel di centrocampo c’è il giovane Faraoni (’91) per compensare la partenza dei laterali ed una serie di approdi dal Brasile: Maicosuel (’86), Willians (’86) ed Allan (’91), oltre al giovanissimo polacco Zielinski del 1994. Il pezzo forte è nel settore offensivo: il colombiano Luis Muriel rientra dal prestito dopo esser esploso con la maglia del Lecce, squadra in cui ha messo in mostra le sue abilità in termini di velocità, tecnica, accelerazioni e fiuto del gol.

UNA POLITICA INALTERATA NEL TEMPO – Il diktat dei Pozzo è rimasto tale nel corso degli anni: scovare giovani di prospettiva nell’intero panorama mondiale grazie ad un sistema di scouting tra i più efficienti al mondo, far crescere i giocatori in modo tale da valorizzare il loro cartellino e, divenuti poi giocatori fatti e pronti per una piazza importante, venderli al miglior offerente e generare plusvalenze continue. I ricambi? Un ciclo costante nel tempo: le cessioni vengono compensate da nuove scoperte – spesso nel mercato sudamericano – che vanno ad alimentare quel processo di cui si è detto prima. Una strategia valida per un club dalle ambizioni comunque contenute: lode al lavoro di una società seria e competente ed all’operato di un tecnico quale Guidolin in grado di trarre il massimo dal materiale a disposizione, ma per una squadra che con merito ha raggiunto per due anni consecutivi la qualificazione Champions, la continua smobilitazione appare riduttiva. Il rischio è alto per il sistema: ancora una squadra che antepone le logiche di mercato all’affermazione europea?