Milan per il settlement, Fassone va all’UEFA: i rischi per i rossoneri

marco fassone, milan
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All’UEFA Milan e Fassone presenteranno di nuovo il dossier rossonero: colloquio col financial body, possibili sanzioni in arrivo

Il Milan va dall’UEFA. Marco Fassone sarà a Nyon per una prima discussione sul settlement agreement, l’incontro durerà lo spazio di una mattinata e il verdetto arriverà tra qualche settimana, probabilmente a maggio inoltrato. Dopo il no al voluntary agreement, la società di Yonghong Li sarà ricevuta dal financial body del massimo organismo calcistico europeo. L’amministratore delegato sarà accompagnato da David Han Li, dalla chief financial officer Valentina Montanari e dal group financial director Alessandro Baj Badino. Da parte di Fassone e degli altri rossoneri c’è fiducia per il settlement, il Milan ora scoprirà le sanzioni a cui sarà sottoposto nei prossimi tre anni. Presenterà il suo ricco dossier con qualche argomento migliorativo rispetto all’ultima volta: in questo caso la buona semestrale, i ricavi dello stadio e i risultati in Tim Cup possono far pendere la bilancia verso i lombardi. Il Milan non aveva mai accennato nel suo piano di voler arrivare in Champions League e, al massimo, aveva parlato di Europa League.

UEFA Milan: i rischi di Fassone e Li

Assieme al piano business rossonero ci sarà una lettera firmata dal fondo Elliott che, come annunciato nelle scorse settimane, farà da garante della sostenibilità economica del Diavolo, ancora soggetto al rifinanziamento del debito con mister Singer. Che cosa rischia il Milan, nel concreto? Ammesso che non si saprà niente fino a maggio, le sanzioni – valide solo per l’Europa, non per la Serie A – potrebbero somigliare molto a quelle già toccate a Inter o Roma. Ci sarà una multa da pagare a rate e “cancellabile” in base a quanto saranno positivi i bilanci. Ci potrebbero essere provvedimenti restrittivi sulla rosa per la prossima UEL (qualora il Milan si qualificasse) o qualche limitazione al mercato. In questo caso si parlerebbe di un numero limitato di acquisti, da bilanciare tra entrate e uscite come accaduto all’Inter. Un esempio? Se il Milan vuole comprare un calciatore da cinquanta milioni, deve prima cederne uno a almeno cinquanta milioni. Se non esce nessuno non entra nessuno, diceva Galliani.