Calcio italiano
Vasilj accusa Donnarumma: «Non potevo crederci!». La clamorosa confessione del portiere della Bosnia dopo il match con l’Italia
Vasilj, portiere della Bosnia, ha commentato così quanto successo con Donnarumma nei playoff Mondiali contro l’Italia. Le sue dichiarazioni
Le recenti dichiarazioni rilasciate da Nikola Vasilj, a margine del pareggio in Bundesliga del suo St. Pauli contro l’Union Berlino, fanno luce su uno degli episodi più controversi dei recenti playoff Mondiali a Zenica. Le sue parole chiariscono definitivamente la caotica vicenda dei foglietti con gli appunti sui rigoristi, un episodio chiave durante la lotteria dei penalty che ha sancito la dolorosa eliminazione dell’Italia, estromessa per la terza volta di fila dalla Coppa del Mondo.
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Caos dal dischetto: un foglio stracciato e l’altro rubato
Per comprendere la dinamica, occorre riavvolgere il nastro ai calci di rigore di Bosnia-Italia. Dopo la prima rete del bosniaco Tahirovic, l’azzurro Pio Esposito calcia altissimo. Pochi istanti dopo, le telecamere inquadrano Vasilj mentre protesta animatamente con l’arbitro Turpin, mostrandogli un foglio stracciato. Dalla parte opposta, anche Gigio Donnarumma appare furioso, indicando un punto preciso oltre la linea di fondo. Proprio in quel frangente, infatti, un raccattapalle bosniaco (diventato poi un idolo in patria) aveva appena sottratto con un rapido blitz gli appunti del portiere italiano, lasciandolo totalmente sprovvisto di indicazioni sui tiratori avversari.
La preparazione della Bosnia e le accuse al portiere azzurro
La vera differenza nella gestione della tensione, secondo la ricostruzione, è stata la prevenzione. La nazionale bosniaca era perfettamente preparata all’eventualità di un sabotaggio ai danni del proprio portiere, mentre la squadra azzurra non si era attrezzata con un piano di riserva.
Il portiere della Bosnia ha potuto continuare a difendere i pali grazie a un backup, non risparmiando pesanti critiche al collega italiano per il gesto compiuto. Queste le sue dichiarazioni esatte sulla vicenda: “Ha cercato di stracciarlo. Per fortuna, i miei uomini me ne hanno dato uno nuovo. Eravamo ben preparati. Avevamo una seconda copia. A dire il vero, quasi non ci credevo. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere“.
Il racconto di Vasilj si chiude con una dura condanna verso l’estremo difensore azzurro: “Abbiamo avuto un piccolo battibecco, poi ho cercato di parlare con l’arbitro e convincerlo che era un cartellino giallo. È davvero antisportivo“. Un ulteriore capitolo amaro che si aggiunge al dramma sportivo dell’ennesima qualificazione fallita.