Hanno Detto
Giacomo Ferri al miele: «Il Toro ti entra dentro, non dimenticherò mai Pulici. Mercato? Da tifoso, se chiudo gli occhi…»
L’ex difensore e allenatore del Torino, Giacomo Ferri, ha raccontato il suo amore verso i colori granata e si è soffermato sul presente
Giacomo Ferri, 30 anni di vita granata tra campo, panchina e dirigenza, festeggia 67 anni. Su La Stampa ha parlato oggi del suo Toro e di quello che attualmente naviga a centro-classifica e ha conquistato i quarti di Coppa Italia.
INNAMORATO DEL TORO – «ll Toro ti entra dentro da ragazzino, fai gruppo nel pensionato, hai i grandi come punto di riferimento. Siamo stati dei privilegiati, ma eravamo anche bravi: tanti anni dopo contro il Tirol in Coppa Uefa eravamo in 11 su 16 cresciuti nel settore giovanile, era il numero uno d’Italia».
PULICI – «Non mi dimenticherò mai Pulici al Fila: scendeva dal Mercedes verde con la pelliccia, andava di moda. Quell’anno era un Bronzo di Riace».
IL TORINO DI OGGI – «I granata sono imprevedibili, discontinui. Alternano prestazioni di alto livello contro squadre importanti a tante sottotono. Conto in uno scatto contro il Como, ma sarà un test difficile: Fabregas guida una realtà in grande crescita».
34 GOL SUBITI – «Non pensavo a qualcosa di eccezionale, ma neanche a questi numeri».
IL PROBLEMA DIFENSIVO – «È a monte, quando perdi il possesso palla: tutti devono difendere. Il Milan ha quasi la stessa retroguardia dell’anno scorso, ma ha cambiato mentalità: è arrivato Allegri che ha messo in mezzo al campo Rabiot e Modric ed è 2°».
MARIPAN IN PANCHINA – «Se per l’allenatore è una scelta tecnica, diventa difficile contestarlo: l’avrà visto non in condizione, nessuno lascia un giocatore così fuori in un momento tanto delicato».
LA REAZIONE ALL’ESCLUSIONE – «Fin dal vivaio ci insegnavano che c’è sempre una motivazione, e che eri tu in settimana a dovergli far cambiare idea».
SOCIETÀ E MERCATO – «Da tifoso chiudo gli occhi e penso ai buoni giocatori avuti negli ultimi anni: se non li avessimo venduti adesso faremo le coppe. Però il messaggio di Cairo è che non si può fare diversamente».
CONDANNATI AL CENTRO CLASSIFICA – «Per l’Europa occorre una squadra di un certo tipo: l’unico reparto pronto è in attacco se tutti stanno bene. Ma per migliorare gli altri devi aprire il portafoglio, cosa che in Italia fanno in pochi. O essere bravo a prendere i giocatori giusti. In passato c’è riuscito».
L’INTUIZIONE DI VENTURA – «Da dirigente ho visto fare da Ventura acquisti incredibili senza spendere tanto. Aveva proposto Glik e Darmian, riserve nel Palermo».
OBIETTIVO COPPA ITALIA – «La coppa è un obiettivo importante. Tutti la snobbano, ma io sto ancora rosicando per averne perse due contro Inter e Sampdoria».
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