Connect with us

Hanno Detto

Yildiz svela: «Al Bayern zero fiducia, devo molto ad Allegri. Spalletti un uomo speciale, sul mio futuro vi dico questo»

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

Classifica assist Serie A

L’attaccante della Juventus, Kenan Yildiz, si racconta in un’intervista e torna sul suo rinnovo con i bianconeri e sul suo addio al Bayern Monaco

Intervistato da Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, l’attaccante e numero 10 della Juventus, Kenan Yildiz, si è raccontato così.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

GIOCATORINO – «Non c’è problema, non guardo a queste cose, era la tua opinione, non hai detto che ero una merda di giocatore. È stato dopo la partita col Psv… Pochi calciatori riescono a mantenere lo stesso livello di prestazioni per 50 partite, è tutto un up and down… il tuo non è stato un errore, ma un’opinione, i giornalisti fanno questo».

INIZI AL BAYERN – «Per quattro anni, subito dopo la scuola, tornavo a casa, prendevo la borsa del calcio e mi facevo accompagnare a Monaco da mio padre. Rientravamo alle nove di sera, spesso anche più tardi, tre volte alla settimana. Duecentoquaranta chilometri tra andata e ritorno. Quando ho compiuto dieci anni ci siamo trasferiti a Monaco… Engin, mio padre, è l’allenatore col quale ho lavorato di più, minimo sei ore al giorno fin da piccolissimo… Due da solo, e poi tanti quattro contro quattro».

RINNOVO CON LA JUVE – «Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempioHanno fatto tutto i miei genitori, questa è sempre stata la mia idea: io penso al mio lavoro, al resto provvedono loro. Se hanno deciso per me? No no no, non ho detto questo. La Juventus è sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano».

ADDIO AL BAYERN – «Non per soldi, non ce ne furono. Tanti problemi al Bayern. Ci sono stato undici anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale andare via».

SPALLETTI – «È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni».

RAGAZZO NORMALE – «Io sono molto normale. Non è semplice restare con i piedi per terra perché la mia vita non ha nulla di normale, ma ho una famiglia solida, il mio gruppo di amici è chiuso. Le persone le osservo, penso di saper distinguere gli incontri veri da quelli fake. Sono calmo, mi piace ridere e scherzare, non sono diverso da tanti ragazzi della mia età».

ALLEGRI – «Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale».

LA SCELTA DELLA NAZIONALE TURCA – «Perché in Germania non mi consideravano, non ero buono, chiamavano sempre un altro. Non ero soltanto io ad avere una certa consapevolezza delle mie capacità. Da ragazzino in tutti i tornei ai quali partecipavo venivo premiato come mvp. A otto anni giocavo contro quelli di 18, io piccolino».

NUOVO DEL PIERO – «Non mi piace questo genere di paragone perché io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio… Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio. Anche alla nazionale dove ci sono tanti giovani di talento, Güler, Semih, Uzun».

POSIZIONE PREFERITA – «A sinistra, quando parto da sinistra e posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà».

L’INTERVISTA INTEGRALE A YILDIZ.

LE TOP NEWS DI OGGI DAL MONDO DEL CALCIO (IN AUDIO)

Change privacy settings
×