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Serie A

Capello celebra l’Inter dopo lo Scudetto: «Chivu ha scacciato i fantasmi, Lautaro ha fatto davvero il capitano. Per il futuro prenderei questi tre giocatori»

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Capello, allenatore ed ora opinionista, si è soffermato così sulla vittoria dello Scudetto dell’Inter. Le sue parole

Specialista in scudetti (in Italia li ha vinti con Milan, Roma e Juventus), Fabio Capello analizza su La Gazzetta dello Sport le ragioni del trionfo tricolore dell’Inter edizione 2025-26.

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CHIVU «È stato molto bravo a far sì che fosse dimenticata rapidamente la sconfitta contro il Paris Saint-Germain nella finale di Champions dell’anno scorso. Si può dire qualsiasi cosa, ma quella ahimé resta in testa e non è facile da superare. Chivu ha avuto il merito di riportare i giocatori sulla strada giusta, ha fatto in modo che tutti avessero di nuovo fiducia in loro stessi, nelle loro capacità e, non ultimo, anche in lui e in quello che diceva. Così hanno costruito un buon percorso».

INIZIO ANNO «Era per me l’unica squadra che, a inizio anno, sulla carta poteva competere col Napoli. Conte ha avuto non pochi problemi con gli infortuni ma non dimentichiamo anche quelli avuti da Chivu. Su tutti, gli stop di Calhanoglu e quello lungo di Dumfries: si è sentita tanto la mancanza dell’olandese lì sulla fascia. Ma nonostante questo si è vista una squadra che sul lungo periodo ha avuto qualità e forza superiori a quelle degli avversari. Certo, a volte è mancata un po’ di continuità in alcune partite. Mi spiego: magari dominava quel quarto d’ora o venti minuti per tempo e dopo si appisolava, e si è visto. Poi purtroppo non ha fatto bene in Champions League, uscendo ai playoff contro il Bodo, e dopo il cammino dell’anno scorso ci si aspettava potesse arrivare un po’ più avanti. Ora però col doppio trofeo alla portata, ovvero l’abbinata scudetto e Coppa Italia, non si può più parlare nemmeno tanto di quanto successo in Europa ma solo guardare avanti e capire cosa e dove migliorare l’anno prossimo. Ma anche in questo si è vista la bravura di Chivu che ha fatto sempre capire a tutti che potevano farcela e rialzarsi dopo una sconfitta».

L’IMPATTO DEL NUOVO MISTER «Sembrava la stessa situazione di quando io ho preso il Milan. E ritengo che lui con questa Inter abbia fatto la stessa cosa che feci io, ovvero un grande lavoro psicologico innanzitutto. Andavano scacciati alcuni fantasmi e ci è riuscito».

IL GIOCATORE DA COPERTINA «Il capitano, Lautaro. Perché è stato quell’elemento che per tutto il corso della stagione ha fatto davvero il capitano, in campo e nello spogliatoio. È ed è stato fondamentale per questo. In ogni momento si è dimostrato grintoso, in grado di stimolare i compagni, anche quando si è infortunato e non è potuto scendere in campo. Lui comunque c’era. È andato sempre oltre i gol che faceva, si distingueva per l’esempio che dava in campo e non».

IL BLOCCO ITALIANO «Io sono molto contento che ci sia in Serie A una squadra con una importante rappresentanza di italianità. È quello che manca a tante altre. Probabilmente forse anche questo blocco azzurro è stato estremamente importante per Chivu, per una questione di attaccamento alla maglia. Certo, anche loro hanno avuto qualche momento di flessione o di difficoltà, chi più chi meno, ma hanno dato tutto».

PIO ESPOSITO «Il pulcino è diventato grande».

IL MIGLIORE DEI NUOVI «Akanji non aveva bisogno di presentazioni, lo conoscevamo già da tempo. Era una sicurezza e tale si è dimostrato. Quindi dico Sucic. Credo che il croato abbia tutte le potenzialità per essere, nei prossimi anni, un vero giocatore da Inter».

COSA SERVE PER IL FUTURO «Penso inevitabilmente al mercato ma questo dipenderà molto dalle casse della società. Comunque credo che servirà un portiere, poi un difensore centrale e un centrocampista, non tanto un profilo offensivo ma uno che possa sostituire Calhanoglu quando non c’è. In attacco invece sta bene così e non toccherei niente».

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