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Serie A

Nessun commissariamento per l’AIA: il no del Collegio di Garanzia alla FIGC

mauro.pioli

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Gravina

AIA non vedrà nessun commissariamento: il no del Collegio di Garanzia alla FIGC. La ricostruzione di quanto successo

Il futuro verticistico dell’AIA non passerà, almeno per il momento, attraverso un commissariamento. Nella tarda serata è infatti giunto il parere negativo ufficiale da parte del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni. L’organo di giustizia sportiva era stato chiamato a rispondere a un quesito tecnico posto in via preventiva dalla FIGC: era giuridicamente possibile commissariare l’Associazione, rimasta improvvisamente senza una guida dopo la decadenza di Antonio Zappi, tenendo conto che l’attuale presidente federale Gabriele Gravina, essendo dimissionario, detiene unicamente i poteri legati all’ordinaria amministrazione? La risposta delle autorità, netta e inequivocabile, è stata un no.

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Le motivazioni del blocco e l’attuale assetto dirigenziale

Il documento redatto dal Collegio si presenta estremamente articolato, sviluppandosi lungo dieci pagine di spiegazioni normative. Nella sostanza, il dispositivo chiarisce che, nonostante Zappi non ricopra più la carica istituzionale di presidente, l’infrastruttura dirigenziale dell’Associazione non è del tutto compromessa. Attualmente, infatti, sono operativi un vicepresidente vicario, nella figura di Francesco Massini, e un Comitato Nazionale in grado di portare avanti i lavori dell’AIA.

Inoltre, la giustizia sportiva ha evidenziato come Gravina sia oggi un presidente “in prorogatio”. Di conseguenza, imporre un commissariamento in una situazione così delicata non può in alcun modo rientrare in quegli specifici atti indifferibili che giustiferebbero un’eccezione ai severi limiti imposti dal regime di ordinaria amministrazione.

Corsa contro il tempo: nomine tecniche e ipotesi elezioni

La decisione del Coni apre ora scenari piuttosto complessi. Benché dall’interno dell’Associazione stessa fosse stata richiesta a gran voce una profonda rivoluzione per modificare gli equilibri di un sistema che fatica palesemente, la strada tracciata sembra condurre in modo inevitabile verso nuove elezioni.

Il problema maggiore è ora rappresentato dal calendario. Non ci sono i tempi tecnici affinché il nuovo presidente possa occuparsi serenamente delle nomine tecniche (come le scelte cruciali per i designatori), decisioni che solitamente vengono ratificate all’inizio del mese di luglio. Considerando, infine, la richiesta formale recapitata alla FIGC proprio da Massini, in cui si invocava un netto “reset”, l’intero ambiente arbitrale si interroga sull’opportunità che l’attuale vertice faccia autonomamente un passo indietro per agevolare la rifondazione. Lo riporta Gazzetta.it.

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