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Calcio Estero

Adrien Rabiot: «La forza della Francia è l’alchimia del gruppo. La Spagna? Pensiamo al collettivo»

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Rabiot in Paraguay Francia

Il centrocampista del Milan alla vigilia della semifinale Mondiale: «Non temiamo nessuno. Vogliamo la terza finale consecutiva»

Adrien Rabiot sta disputando un gran Mondiale, in linea con la dimensione e le ambizioni della Francia. Oggi ci sarà il test più duro, la semifinale con la Spagna. La Gazzetta dello Sport ospita oggi le parole del centrocampista del Milan.

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PAURA «Sinceramente noi non temiamo nessuno. Per il percorso in questo Mondiale, per le condizioni in cui siamo, poi è chiaro, è tutto molto aperto».

COSA FA PENSARE CHE LA FRANCIA VINCERA’ DOPO 2 SCONFITTE CON LA SPAGNA «Niente, niente (ride, ndr). Vedremo come andrà. Ciò che è sicuro è che siamo concentrati e preparati. Reputo che siamo fiduciosi per ciò che abbiamo fatto e dimostrato fin qui. Non penso potessimo presentarci a questa grande sfida in condizioni migliori, poi evidentemente resta il calcio, il campo, la partita. Per questo bisogna mantenere l’umiltà che ci caratterizza dall’inizio del torneo. Da questa base andremo, spero, al traguardo: in palio c’è una finale Mondiale, la terza consecutiva per noi…».

IN COSA É CAMBIATA LA FRANCIA DA QATAR 2022 «Beh, direi nella qualità della vita in comune. Sentiamo veramente che tra di noi c’è una specie di osmosi, una coesione reale. Sono cose difficili da spiegare, io penso alla parola alchimia, ma in ogni caso è evidente che fuori dal terreno di gioco il gruppo funziona molto bene e penso che questo sia alla base del nostro successo perché questi fattori diciamo “esterni” al campo poi arrivano sul terreno di gioco. In questo senso aggiungo un’altra cosa: i problemi famigliari che hanno colpito il ct sono stati un altro elemento determinante nel farci avvicinare ancora di più».

DESCHAMPS LASCERA’ «Esatto. Motivo in più per dare tutto. Sono tanti aspetti che si sono uniti, allineati e che hanno creato in noi una vera e propria osmosi».

LA FRANCIA GIOCA BENE «Abbiamo sempre provato a prenderci le nostre responsabilità. Qui al Mondiale per me l’aspetto fondamentale è la comunicazione: parliamo tanto tra di noi, in albergo, in volo, nei momenti di riposo, cerchiamo di analizzare le partite in piccoli gruppi, e queste sono cose importanti che si aggiungono a ciò che ci possono indicare o suggerire l’allenatore o lo staff tecnico. Parliamo la stessa lingua, spingiamo nella stessa direzione, e discutiamo tanto tra di noi di quello che succede o può succedere in campo senza doverci confrontare sempre con lo staff tecnico».

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