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Hanno Detto

Brunello Cucinelli: «Per rinascere il calcio italiano deve puntare sui giovani. Malagò uomo giusto»

mauro.pioli

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Lo stilista Bruno Cucinelli

Lo stilista Bruno Cucinelli: «La Nazionale si può allenare anche guadagnando molto meno. Allegri sapeva di non avere un Milan forte»

Stilista tra i più importanti e celebrati d’Italia, Brunello Cucinelli ha raccontato a La Gazzetta dello Sport il suo rapporto con il calcio.

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IL GIUDIZIO SUL VAR «Ha portato il margine di errore dall’otto all’uno per cento, ma non può essere perfetto: per forza lascia spazio all’interpretazione. Il problema è lo spazio che ha tolto: all’arbitro e alla sua responsabilità».

L’ITALIA FUORI DAL MONDIALE PER LA TERZA VOLTA «Non ce l’aspettavamo. Ma possiamo consolarci pensando all’insieme dello sport italiano: tennis, motori, pallavolo, sport invernali… E accettando l’idea che al mondo del calcio non serve una rifondazione, ma dargli contemporaneità. E se ascolto chi sa, a cominciare da Fabio Capello, significa anzitutto allenarci in modo diverso, far giocare i giovani talenti in prima squadra: così imparano prima».

GIOVANNI MALAGÒ CANDIDATO PRESIDENTE FEDERALE «Mi piace. Con lui alla guida, un decennio d’oro per il nostro sport grazie anche ad atleti meravigliosi: per questo il voto è altissimo. Poi, se tu fai una cosa che riesce abbastanza bene, hai sempre chi non approva, lo diceva già l’imperatore Marco Aurelio: “Spero che il mio popolo condivida più della metà di quello che faccio”. Però Giovanni è un uomo di carattere e di valore, di questo sono sicuro».

IL CT GIUSTO PER LA NAZIONALE «Leggo vari nomi, io dico solo questo: anche se rinunciare a un club per fare il ct significa guadagnare almeno la metà, io la Nazionale la allenerei domani».

IL DIVARIO DEL CALCIO ITALIANO CON L’ESTERO «Il calcio italiano ha un volume d’affari di circa un miliardo e mezzo; la Premier di otto. Il resto è conseguenza. Oggi la Serie A rispetto a Premier, Liga e Bundesliga non è più un punto d’arrivo, ma di passaggio, di transizione».

IL MILAN DI ALLEGRI E L’OBIETTIVO CHAMPIONS «Sapeva di non avere un Milan fortissimo e anche quando era secondo, dichiarava: il nostro obiettivo è arrivare fra le prime quattro. Poi le ultime partite hanno cambiato la storia».

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