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«Un doppio salto nel vuoto»: la dura sentenza di Capello sul nuovo Milan di Amorim

mauro.pioli

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Fabio Capello, ex allenatore

L’ex tecnico rossonero, Fabio Capello, analizza la scelta dell’allenatore portoghese, il mercato e il futuro di Leao e Modric

Ex allenatore del Milan, nel quale ha fatto anche una parte della sua carriera da giocatore, Fabio Capello è opinionista fisso de La Gazzetta dello Sport. Come tale, non poteva esimersi dal commentare la clamorosa decisione del club di affidarsi ad Amorim dopo avere sondato diversi altri profili.

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LA SCELTA «Ho sentito tantissimi nomi, tutti diversi tra loro. Nazionalità, stile di gioco, idee. Credo sia il manifesto della confusione che aleggia in casa Milan. L’Amorim visto a Lisbona mi aveva convinto, certo si deve considerare anche il lavoro fatto a Manchester. Non so, mi sembra un po’ tutto lasciato al caso».

CI SONO STATI FINORA DUE AMORIM «Eh… sì. Dovranno spiegargli che il Milan è un club con una storia da onorare e rispettare. E che bisogna portare risultati all’altezza. Allo United non è riuscito a entrare nella testa dei giocatori, al Milan dovrà riuscirci. Poi, la differenza la faranno anche gli uomini che avrà a disposizione. Posso dire che è un salto nel vuoto per entrambi. I rossoneri prendono un allenatore che non conosce il campionato e lui… deve riscattarsi dopo un’esperienza fallimentare».

PUO’ PAGARE LA POCA CONOSCENZA DEL NOSTRO CAMPIONATO «Sì… e credo anche che in Inghilterra sia stato quello uno dei fattori negativi. È molto diverso se una squadra la conosci o se l’hai vista solamente in video. Cambia tutto. È differente l’approccio che hai alle partite e pure al mercato, così come il modo di prepararle. Per questo penso che sia un po’ un azzardo, ma vedremo tra qualche mese…».

CHE MILAN SI ASPETTA «Auguro ad Amorim di tornare quello dello Sporting. Dovrà avere coraggio, imporsi e far valere le sue idee. Penso che poi servano acquisti all’altezza del Milan: mi aspetto un centrale di difesa, una mezzala, un esterno sinistro e un centravanti. Non bisogna spendere tanto per farlo, servono grandi giocatori per ritornare a vincere. Resta un dubbio: con chi parla Amorim? Mi sembra che ci sia un bel po’ di confusione sui ruoli…».

DS E DT TEDESCHI «Penso che pasteggeremo con la birra e chiuderemo il pasto con un buon Porto! Scherzi a parte, non ho un’opinione chiara perché non li conosco. Mi sorgono un po’ di dubbi dal momento che si dovranno ambientare e sbarcheranno su un pianeta nuovo. Chissà. Lasciatemi avere qualche perplessità, almeno per ora».

CHI COMANDA «Sento parlare di tante riunioni, molti nomi e idee confuse. Chi comanda? Chi prende le decisioni? Chi sta facendo il mercato? Ci sono tanti punti interrogativi, come vede. Non c’è programmazione. Sembra tutto fatto alla rinfusa».

LEAO PUO’ RESTARE «Non so, soprattutto dopo le dichiarazioni fatte negli ultimi giorni. Penso che indipendentemente da chi ci sia in panchina Rafa debba tornare quello di due anni fa. Deve lavorare sulla testa e sul suo atteggiamento. Se non cambierà, la storia sarà sempre la stessa. Al Milan ma anche da un’altra parte».

MODRIC «Luka deve restare, pure senza Champions. È un esempio, una guida per tutta la squadra. Anche per l’allenatore può essere fondamentale. Servirà a tirare fuori il meglio dai compagni. I leader sono così, maestri e riferimenti. È serissimo, intelligente e completo. Il nuovo Milan deve ripartire anche da lui».

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