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Calcio italiano

Serie A, stop a Tring: la Lega interrompe il segnale alla piattaforma albanese dopo il caso overspill

mauro.pioli

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Diritti tv telecamera

Serie A-Tring, la Lega blocca le trasmissioni verso il broadcaster albanese: decisiva la possibilità di vedere le partite anche dall’Italia

La Lega Calcio Serie A ha deciso di intervenire sul caso Tring, interrompendo la fornitura dei segnali del campionato e della Coppa Italia alla piattaforma albanese. La decisione arriva dopo le polemiche legate all’assenza di un’efficace geolocalizzazione dei contenuti, che avrebbe permesso di utilizzare il servizio anche dall’Italia nonostante i diritti fossero stati acquistati esclusivamente per il territorio albanese.

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A comunicare il provvedimento è stata direttamente la Lega attraverso una nota ufficiale.

Serie A-Tring, il comunicato ufficiale della Lega

«La Lega Calcio Serie A comunica che, a partire da oggi, non fornirà i segnali di Serie A Enilive e Coppa Italia Frecciarossa a TRING, broadcaster albanese, almeno fin quando l’emittente non darà sufficienti garanzie di riuscire a evitare che dall’Italia si possa usare tale piattaforma per vedere le gare del campionato e della Coppa Italia. Il contratto attualmente in essere, evidentemente, vieta tassativamente ogni forma di overspill del segnale in Italia e impone la geolocalizzazione dei segnali OTT alla sola Albania».

LEGGI ANCHE: Serie A, allarme Tring: il “pezzotto albanese” visibile anche in Italia mette in difficoltà la Lega

Una presa di posizione netta che non mette in discussione la natura della piattaforma: Tring è infatti un broadcaster legale e licenziatario ufficiale della Serie A in Albania. Il contratto garantiva al massimo campionato italiano ricavi per circa 4 milioni di euro e comprendeva anche i diritti della Coppa Italia.

Perché Tring era diventata popolare anche in Italia

Il problema riguardava la possibilità di accedere al servizio anche dal territorio italiano senza dover utilizzare sistemi come una VPN per modificare artificialmente la propria posizione.

L’abbonamento proposto da Tring, pari a circa 250 euro all’anno, comprendeva diversi contenuti sportivi di primo piano, tra cui Serie A e Champions League. Una cifra sensibilmente inferiore rispetto ai costi sostenuti dagli utenti italiani per le principali piattaforme che detengono i diritti domestici.

Proprio questa differenza aveva favorito la crescente diffusione del servizio anche tra i tifosi italiani. La piattaforma era stata impropriamente ribattezzata “pezzotto albanese”, nonostante si trattasse di un servizio perfettamente legale nel proprio mercato di riferimento.

Serie A, il nodo dei diritti televisivi

La questione centrale riguarda dunque la tutela delle esclusive territoriali. I broadcaster italiani investono cifre molto più elevate per acquistare i diritti della Serie A sul mercato nazionale: DAZN, ad esempio, versa circa 700 milioni di euro a stagione, contro i circa 4 milioni del contratto albanese.

La Lega aveva già inviato nelle scorse settimane le prime contestazioni formali. Adesso è arrivato il passaggio più drastico: segnale interrotto fino a quando Tring non garantirà un sistema efficace di geolocalizzazione, impedendo agli utenti presenti in Italia di sfruttare l’abbonamento destinato al mercato albanese.

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