Ma che stagione sta vivendo Kenneth Taylor? La metamorfosi della Lazio passa anche da lui: come Gattuso ha saputo rigenerarlo
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Ma che stagione sta vivendo Kenneth Taylor? La metamorfosi della Lazio passa anche da lui: come Gattuso ha saputo rigenerarlo

Kenneth Taylor sta davvero dominando in Serie A: ecco l’analisi del suo inizio di stagione con la Lazio

Cinque reti nell’anno solare e il mirino puntato su Noslin e Isaksen, distanti appena una lunghezza a quota sei. Più che un semplice dato statistico, il rendimento di Taylor fotografa la metamorfosi dell’uomo cardine attorno a cui ruotano le fortune della Lazio. Se con Sarri agiva prevalentemente da mezzala di spinta, la gestione di Gennaro Gattuso ne ha ridefinito radicalmente l’orizzonte tattico, trasformandolo in un centrocampista moderno capace di dominare entrambe le fasi: feroce nel recupero alto della sfera, lucido in fase di costruzione e letale quando attacca gli spazi.

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La regia dinamica e l’impatto al Mapei Stadium

A chiarire i dettami della sua nuova veste è stato proprio il mediano olandese, spiegando la centralità del proprio lavoro nello scacchiere biancoceleste:

«Lui vuole che gestisca la costruzione del gioco, ci schieriamo con un doppio pivot e si aspetta che sia io il principale punto di raccordo anche in fase offensiva. Cerchiamo molte situazioni di uno contro uno e vuole che siamo spietati in quei momenti perché i duelli sono fondamentali. Se si corre tanto? Sì e mi piace».

La prova offerta contro il Sassuolo ha certificato la sua completezza: inserimento vincente per il gol da destra, poi tre imbucate verticali magistrali, tra cui l’assist trasformato in rete da Romano Floriani. Nemmeno la precoce sostituzione all’intervallo per motivi disciplinari ha scalfito la sintonia con l’allenatore calabrese:

«Si è un po’ incazzato quando l’ho sostituito. Aveva preso un’ammonizione e non volevo concedere vantaggi agli avversari», ha puntualizzato il tecnico nel post-gara.

Dal patto estivo al sogno di vertice

Il legame tra i due affonda le radici nella turbolenta estate capitolina. Dopo la clamorosa cacciata dal campo a fine luglio durante il ritiro, l’episodio ha fatto da spartiacque per blindare un patto di ferro. Nello stravolgimento dell’organico che ha preceduto l’arrivo di Davide Frattesi, Taylor è sempre stato considerato incedibile. Accantonate le perplessità di inizio mercato («Sono felice alla Lazio, ma punto più in alto»), il numero 8 ha scelto di imporsi come leader, ricalcando l’esultanza marziale di Milinkovic-Savic:

«Sono stato accettato subito. Voglio essere ricordato come un guerriero per la maglia».

Secondo rigorista designato alle spalle di Zaccagni, Taylor rappresenta oggi l’elemento imprescindibile per alzare l’asticella delle ambizioni della squadra. Un’investitura testimoniata dall’elogio a tutto campo di Gattuso:

«Taylor è un giocatore importante, forte, che sa tenere bene il campo, dà ritmo al gioco ed è sempre al posto giusto. Vede cose che noi umani non vediamo, è tanta roba. Ma come lui ci sono anche altri giocatori che stanno spingendo e stanno bene». Lo riporta il Corriere dello Sport.

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