Ranieri traccia la rotta: «Al centro il calcio di base e il passaggio tra i professionisti. In Nazionale non è tutto da rifare, è tutto da migliorare!»
Calcio italiano

Ranieri traccia la rotta: «Al centro il calcio di base e il passaggio tra i professionisti. In Nazionale non è tutto da rifare, è tutto da migliorare!»

Claudio Ranieri, a 100 giorni dall’insediamento nel Club Italia, ha inquadrato questo bilancio per il futuro del calcio italiano

A cento giorni dall’insediamento della nuova squadra federale, Claudio Ranieri traccia un primo bilancio del lavoro svolto alla guida del Club Italia. Intervistato da Luca Marchetti per Sky Sport, il dirigente ha delineato la visione strategica per rilanciare le fondamenta del calcio nostrano: «È un incarico che mi impegna molto, sotto tanti punti di vista. Mi riempie le giornate, ma è un lavoro che mi rende felice». Il focus operativo poggia su due priorità irrinunciabili: «Il primo riguarda il calcio di base, soprattutto i bambini dai cinque ai tredici anni. Il secondo è il passaggio dalla Primavera al professionismo: tanti ragazzi tra i 18 e i 21 anni non riescono a trovare spazio nelle categorie professionistiche».

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Dalla Primavera al professionismo: incentivi e minutaggio in Serie B

Affrontare il delicato salto dalle giovanili alle prime squadre richiede riforme strutturali capaci di spingere i club a valorizzare i giovani italiani. Ranieri suggerisce di estendere le buone pratiche già collaudate nelle categorie inferiori: «In Serie C esiste già un sistema di minutaggio che premia economicamente le società che fanno giocare i giovani. Mi piacerebbe provare a introdurre qualcosa di simile anche in Serie B».

Un piano che chiama in causa anche la sfera istituzionale ed economica: «Abbiamo favorito l’arrivo degli stranieri con il Decreto Crescita: perché non pensare a un sostegno anche per i giovani italiani, così da permettere ai club di B e C di farli giocare e aiutarli a crescere? Naturalmente, per riuscirci, serve la collaborazione delle istituzioni e del Governo».

Il progetto pilota dall’11 gennaio e il modello Clairefontaine

La tabella di marcia è già fissata grazie al dialogo con tutte le componenti, da LND a Settore Giovanile e Scolastico e Settore Tecnico: «Stiamo portando avanti un progetto pilota che partirà l’11 gennaio e proseguirà fino a giugno. Al termine valuteremo insieme cosa funziona e cosa può essere migliorato, in modo da arrivare preparati alla nuova stagione».

Un percorso condiviso con figure come Gianfranco Zola, Maurizio Viscidi e Milani, concepito senza fretta: «Maldini aveva parlato di un percorso da otto-dieci anni: sono d’accordo, ci vuole tempo». Tra i riferimenti metodologici spicca l’esperienza francese di Clairefontaine, ma senza personalismi: «Non voglio sentire parlare di metodo Ranieri. Siamo italiani e dobbiamo tornare a valorizzare le cose che sappiamo fare bene».

La missione finale resta rimettere la tecnica e l’insegnamento al primo posto: «Al centro deve esserci il bambino, al quale dobbiamo dare tutti gli strumenti per esprimere le proprie qualità. […] Non possiamo pensare che ogni volta che la Nazionale non ottiene un risultato tutto debba essere rifatto da capo. Non è tutto da rifare, è tutto da migliorare».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×