Paradosso Roma: Emerson vola, Peres arranca

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La notte di Villarreal incorona Emerson Palmieri: la Roma ha il suo nuovo tornado

La tornata internazionale dei club italiani – in attesa della sfida tra il Porto e la Juventus – mette inevitabilmente in prima pagina il colpo della Roma sul campo del Villarreal in Europa League: quattro schiaffoni rifilati alla difesa meno battuta della Liga, dimostrazione di forza figlia di una prestazione praticamente perfetta. Equilibrio generale esaltato da rapidità e qualità delle trame offensive: prima della tripletta di un famelico Dzeko si è preso la scena il poco acclamato Emerson Palmieri.

EMERSON SUPERBO – Innanzitutto la prestazione: il laterale brasiliano ha letteralmente fatto a fette l’opposizione di Castillejo in prima battuta e dell’ottimo Gaspar in seconda, uno contro due – considerando i continui accentramenti di El Shaarawy – che si è presto tramutato nell’opposto, con Emerson che di fatto garantiva superiorità numerica sulla corsia d’appartenenza. Un vero e proprio tornado: attento in fase difensiva ed agevolato dall’impianto orchestrato da Luciano Spalletti – ci torneremo su – ha trovato la libertà per offendere e mettere in mostra i suoi fondamentali. Facilità nella corsa, passo e tenuta fisica, mezzi tecnici che non nascondono la provenienza, periodo di totale consapevolezza nei propri mezzi: non a caso trova il coraggio di tentare una conclusione dalla lunga distanza con il piede debole, prendendosi il lusso di centrare l’incrocio dei pali e dare il là alla clamorosa goleada giallorossa in terra iberica.

MERITO DI SPALLETTI – Poche storie: lui ci ha creduto, lui lo ha plasmato passo dopo passo, lui deve prendersi gli elogi. E la società ringrazia: per appena due milioni di euro – quelli che dovrà versare nelle casse del Santos al termine della stagione per esercitare l’obbligo di riscatto – la Roma si ritrova un esterno sinistro classe ’94 dal solido presente e di evidente prospettiva. Luciano Spalletti in tal senso ha tre generi di merito: in primis si è dimostrato resiliente nell’affrontare l’infortunio di Mario Rui, designato titolare della corsia sinistra, e la sopravvenuta inadeguatezza di Juan Jesus (il sostituto) nel ricoprire questo tipo di ruolo. Tradotto: Emerson a bocce ferme risultava essere la terza scelta: davvero poco male se i risultati sono quelli che stanno emergendo. Secondo aspetto, strettamente collegato al primo: ha creduto nella potenziale affermazione del brasiliano e non gli ha mai tolto fiducia, puntando senza esitazione sul suo profilo. Terzo e decisivo elemento: ha in corso d’opera studiato e messo in atto un modello tattico finalizzato proprio a valorizzare la spinta dei due esterni, protetti dalla mobilità di una difesa a tre che può sostenere efficacemente le scorribande dei laterali e coprire qualche inevitabile scopertura.

EPPURE PERES… – Ragionamento appena svolto che dovrebbe, anzi a maggior ragione tenuto conto dei 15 milioni di euro complessivi che la Roma riconoscerà al Torino per il suo acquisto, applicarsi in pieno alla corsia destra occupata da Bruno Peres: eppure l’ex esterno granata non va. Appare sempre più corpo spurio di questa Roma: forse troppo occupato a smentire la sua fama di laterale offensivo che troppo lascia in chiave di contenimento agli opposti avversari, se ne resta timido sulla sua corsia ed assai raramente si configura come valore aggiunto della squadra. Il paragone con quanto riesce ad Emerson sulla fascia opposta al momento è impietoso. Il nuovo impianto tattico avrebbe oltremodo valorizzato l’apporto di Florenzi, ma la cattiva sorte si è in tal senso accanita e la stagione del jolly giallorosso e della nazionale italiana è già conclusa: toccherà dunque al brasiliano sgombrare il campo dai dubbi, ingranare la marcia e far sì che a destra accada quanto sta succedendo a sinistra. Il popolo giallorosso sogna un remake del noto film CafuCandela: parallelo che ad oggi palesemente non esiste, ma che può essere quantomeno avviato dall’inversione di tendenza dell’intimorito Peres.