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Fabregas, crolla l’immagine del “maestro”: a San Siro svanisce il mito del guru impeccabile

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Fabregas, la maschera cade: a San Siro si incrina l’immagine del “guru” impeccabile e svanisce il mito del tecnico elegante

Il pareggio per 1-1 tra Milan e Como non verrà ricordato per la qualità del gioco o per il peso in classifica, ma per l’immagine simbolica di una maschera che si incrina: quella di Cesc Fàbregas. Da mesi, infatti, attorno al tecnico catalano si è costruita una narrazione quasi celebrativa, che lo dipinge come nuovo “guru” del calcio europeo, esteta del bel gioco e comunicatore impeccabile. A San Siro, però, questa immagine patinata si è scontrata con la realtà.

L’editoriale parla chiaro: il re è nudo. Fino all’80’, Fàbregas ha mantenuto la consueta postura di superiorità, quella di chi sembra voler impartire lezioni di stile e modernità calcistica. Poi, improvvisamente, è arrivato il cortocircuito che ha cambiato la percezione dell’intera serata.

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Il gesto che ha fatto discutere è stato evidente: trattenere Alexis Saelemaekers per impedirgli di rientrare in campo e fermare una ripartenza. Un comportamento che stride con l’immagine del “gentiluomo della panchina” e che ricorda più un espediente da categorie minori che l’atteggiamento di un campione del mondo. Ancora più stonata appare questa scelta se confrontata con le critiche rivolte all’andata al Milan di Allegri, accusato di risultatismo e poco palleggio. A San Siro, invece, il Como ha mostrato un pragmatismo quasi allegriano.

Massimiliano Allegri, espulso per aver difeso il proprio giocatore, ha centrato un punto fondamentale: serve rispetto. Si può proporre un calcio moderno, si può avere un’idea brillante, ma non ci si può erigere a maestri morali se poi, sotto pressione, si cade in contraddizioni così evidenti. Fàbregas farebbe bene a scendere dal piedistallo su cui parte della critica lo ha collocato: giudicare un tecnico che ha vinto tutto, definendolo “fortunato” o “superato”, è un esercizio di arroganza che ieri ha trovato la sua inevitabile controprova.

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