Fiorentina, un punto che (non) muove la classifica e c’è un grave problema in attacco

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La Fiorentina non può ancora festeggiare la prima vittoria con Prandelli in panchina: contro il Verona arriva un pareggio che serve a poco

Un pareggio che serve a ben poco, se non a evitare di incappare nella settima sconfitta in 13 partite. Contro l’Hellas Verona finisce 1-1 e la Fiorentina rimane a +4 dalla zona retrocessione, in attesa dei risultati di Torino e Genoa. Da quando è arrivato Prandelli i viola hanno collezionato tre punti in sei partite. Tutti, tra l’altro, con lo stesso identico pareggio: 1-1. Identico anche il modo in cui è maturato il risultato: vantaggio della squadra rivale e “rimonta” viola.

Un altro dato fa riflettere sul momento che stanno attraversando Castrovilli e compagni: dei tre gol segnati in campionato da quando è arrivato Prandelli, due arrivano da calcio di rigore (realizzati da Vlahovic contro Sassuolo e Verona) e uno da una mischia in area risolta da Milenkovic (contro il Genoa). Il grave problema offensivo dei viola è sotto gli occhi di tutti: nonostante le importanti bocche di fuoco della squadra (Vlahovic, Kouamé, Ribery, Cutrone, Castrovilli, Callejon) la squadra di Prandelli non riesce a rendersi pericolosa nell’area avversaria.

Di chi è la colpa? Il tecnico dei gigliati, nel post partita, ha provato a spiegare così il motivo di tanta fatica nell’andare a rete ma la sensazione è che se a gennaio non arriverà un vero centravanti da 10/15 gol, difficilmente la stagione della Fiorentina potrà essere diversa da quella dell’anno scorso, che era l’unico obiettivo del patron Commisso sempre più irritato per i risultati della sua squadra.