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Editoriale

Gattuso, la Fiorentina e Mendes: una bischerata tutta Viola

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Incredibilmente è già finito il matrimonio tra Gattuso e la Fiorentina, complice la presenza oscura di Jorge Mendes

Nella patria della comicità, ecco una vicenda che farà ridere decisamente poco i tifosi della Fiorentina, orfani già di Gennaro Gattuso (e di Mendes…). Il comunicato del club gigliato cancella il progetto prima ancora che nascesse effettivamente e macchia, senza discussione, l’immagine della società.

Sia chiaro, la vicenda è tutt’altro che lineare e lascia ancora numerosi punti di domanda irrisolti. Soprattutto, come si può cambiare radicalmente idea dopo appena una ventina di giorni? O la Fiorentina ha modificato strategia, oppure il tecnico calabrese ha accettato un po’ troppo frettolosamente. Delle due l’una.

Oggetto primario del contendere, però, pare sia stato il mercato e in particolare la figura dell’onnipresente e onnipotente Jorge Mendes. Il numero uno degli agenti sul pianeta, che cura anche gli interessi di Rino, non avrebbe avuto ruolo centrale nella scelta dei giocatori. Esempio lampante il raffreddamento della pista Sergio Oliveira, per alcuni giorni promesso sposo della Viola.

Una prima pedina per poi aprire le porte anche ad altri elementi della scuderia, con Guedes secondo nome bollente. Insomma, dopo aver portato l’allenatore, l’intento del potentissimo procuratore di Cristiano Ronaldo sarebbe stato quello di riempire il Franchi di suoi assistiti. Facendo magari della Fiorentina una sorta di Wolverhampton italiano. E di fatto finendo per “controllare” una delle più storiche società del nostro calcio.

Ed è su questo punto che la rottura promossa dal Presidente Comisso troverebbe un senso di coraggio e di autoaffermazione. Il pensiero di rimanere sotto scacco da parte di Jorge Mendes non deve averlo entusiasmato, soprattutto nel momento delle trattative e delle salatissime commissioni da elargire. Ma può il calcio continuare a essere “ostaggio” degli agenti? La risposta della Fiorentina è evidentemente un secco “no”.

Ora, però, ci sono principalmente da salvaguardare i tifosi viola, il patrimonio più grande del club. E dopo due stagioni di sofferenza, Rocco Comisso ha il dovere di proporre un progetto serio e credibile, ben diverso da ciò che ci ha mostrato nei suoi primi anni in Italia. Idee tante, ma risultati concreti ancora pochi. E soprattutto, basta bischerate.