Hanno Detto
Gundogan fa scudo attorno a Sané: «La gente non lo capisce, le critiche in Germania sono ingiuste»
Gundogan ha difeso Leroy Sané: queste le dichiarazioni sull’esterno tedesco
Nonostante la travolgente vittoria per 7-1 della Germania contro Curaçao, le critiche non hanno risparmiato Leroy Sané, additato da molti tifosi come l’unico “sconfitto” della serata e al centro di polemiche che chiedono a Julian Nagelsmann di escluderlo dall’undici titolare. Per la verità, il ct oggi dovrebbe ancora puntare su di lui per la gara contro la Costa d’Avorio, fondamentale per conquistare il primo posto nel girone. A prendere le difese dell’esterno ci ha pensato İlkay Gündoğan, con parole cariche di empatia e lucidità analitica.
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“Avendo trascorso molto tempo con Leroy, posso dire di conoscerlo bene. Mi colpisce vedere con quanta severità e con quale occhio critico venga costantemente giudicato in Germania“, ha esordito Gündoğan. Secondo il centrocampista, il compagno è vittima di un accanimento: “La gente non lo capisce e gli fa un torto. So che è una figura che polarizza l’opinione pubblica, ma per un calciatore affrontare tutto questo a livello mentale è incredibilmente difficile“.
Gündoğan ha evidenziato come questa pressione limiti le potenzialità di Sané: “Spesso Leroy ha la sensazione che la gente aspetti solo un suo passo falso. Noto che non è mentalmente libero come dovrebbe essere per il suo stile di gioco. Lui ha bisogno di avere il margine per sbagliare; solo così può brillare davvero. Come può avere un rendimento costante se vive con l’ansia che il suo primo errore scatenerà critiche immediate?”.
Il dito è poi puntato contro la fruizione del calcio moderno, dove i tifosi si limitano a guardare gli highlights ignorando i 90 minuti complessivi. In questo contesto, un attaccante senza gol o assist viene bollato rapidamente come un fallimento. “Ma noi compagni vediamo le cose in modo completamente diverso“, ha spiegato Gündoğan. “Guardate bene la partita contro Curaçao: ha fatto scatti all’indietro di 60 metri per aiutare Joshua Kimmich in difesa. È questo che conta per la squadra: l’etica del lavoro, creare spazi, esserci nel momento del bisogno. E in quella partita, Leroy ha dato tutto“.
Pur riconoscendo che Sané sia un giocatore molto emotivo, che tende a scoraggiarsi facilmente dopo un proprio errore in campo – un aspetto su cui Gündoğan gli consiglia spesso di lavorare – l’appello finale è chiaro: “Spero che le persone guardino più da vicino chi è veramente Leroy Sané. Tutti noi dobbiamo fare di più per supportarlo“.