Hugo Enyinnaya, campione fantasma

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18 dicembre 1999. Al San Nicola si gioca Bari-Inter, partita difficile per i ragazzi di Fascetti. Qualche assenza di troppo costringe il tecnico viareggino a mandare in campo due ragazzini, Cassano ed Enyinnaya. Come andrà a finire? Lo sappiamo tutti, 2-1 per i baresi. Quei giovani buttati lì per caso segnano due goal stupendi e mettono in ginocchio la squadra milanese. Dall’anonimato passano alla luce dei riflettori, ma se di Cassano conosciamo tutto, di Ugochukwu Michael “Hugo” Enyinnaya, nigeriano di Warri, si sono perse le tracce.

Hugo arriva nel capoluogo pugliese dal Molenbeek, squadra belga appena retrocessa nelle serie minori. Il presidente Matarrese fiuta l’affare e lo porta a Bari per 200 milioni di lire. Quella serata magica gli spalanca le porte del grande calcio, tutti parlano di lui e di quella fantastica rete che Peruzzi difficilmente dimenticherà. Nella stagione successiva il suo compagno d’avventura, Cassano, diventa titolare inamovibile mentre per lo sfortunato Ciccio (così lo chiamavano affettuosamente i baresi) inizia un calvario senza fine. L’infortunio al ginocchio lo tiene fuori più a lungo del previsto, due anni tra alti e bassi lasciano fuggire troppo presto in treno della Serie A. Il nigeriano riparte dalla serie cadetta, più precisamente da Livorno. Lì si aspettano di ritrovare il giocatore visto contro l’Inter ma di lui neanche l’ombra, 17 presenze e 2 reti sono poca roba per un attaccante.

Il nigeriano entra in un vortice senza fine, i biancorossi, dopo l’esperienza negativa in Toscana, lo spediscono a Foggia. La serie C non fa per lui, solo una rete con i rossoneri e a giugno 2004 si ritrova improvvisamente senza contratto. Soldi e fama svaniscono in pochi istanti, in Italia nessuno è più interessato a lui. Enyinnaya deve guardarsi intorno, rifiuta un po’ a sorpresa il triennale offerto dal Debreceni e decide di volare in Polonia al Gornik Zabrze, su invito di un’ex conoscenza del calcio italiano, Marek Kozminski. L’avventura polacca è riassunta da lui in un’intervista rilasciata qualche tempo fa: “Ho firmato un contratto senza capire che c’era scritto. Dicevano 10mila euro al mese, non ho visto neanche un euro. Due mesi, tre partite e sono andato via. Mi tiravano anche le banane dalle tribune, quelle bestie”.

Non proprio la Serie A, non proprio il posto migliore per ritrovare la strada perduta. Ciccio continua a sprofondare, resta in Polonia a perdersi nelle categorie minori in squadre dai nomi quasi impronunciabili, prima Lechia Zielona Góra poi Odra Opole. Nel 2009 squilla il telefono, il calcio italiano ha deciso di puntare di nuovo su di lui, l’Anziolavinio (Eccellenza laziale) lo riporta nel Bel Paese. Pochi mesi anonimi ma arriva una seconda chance, il Meda. La categoria è la stessa, i risultati non cambiano. Ennesimo fallimento per Hugo che si ritrova addirittura a partecipare a qualche puntata del “Gnok Calcio Show” in onda su Sky. L’inizio di una nuova carriera?. Neanche per sogno, la squadra lombarda fallisce, passa qualche mese allo Zagarolo e poi torna in Nigeria, dal 2011 non si hanno più notizie dell’ex baby prodigio. Ciccio se ci sei batti un colpo.