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Mondiali

Inghilterra Argentina e il giallo del VAR: «Spence poco furbo sull’azione decisiva»

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Lautaro gol Inghilterra Argentina

L’ex difensore Glen Johnson analizza l’episodio chiave del 2-1: «Se Djed fosse rimasto a terra, il finale sarebbe stato diverso»

La dolorosa eliminazione dell’Inghilterra nella semifinale mondiale contro l’Argentina (2-1) continua a trascinarsi dietro un carico pesante di recriminazioni. A far discutere i tifosi dei Tre Leoni è soprattutto la gestione del VAR in occasione del gol decisivo firmato da Lautaro Martínez al 92′.

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La dinamica dell’azione che ha spezzato i sogni di gloria inglesi ha visto protagonista sfortunato Djed Spence. Dopo il palo colpito da Alexis Mac Allister, il terzino inglese e Lionel Messi si sono fiondati sul pallone vagante. Spence è arrivato prima sulla sfera per liberare l’area, ma nel farlo è stato colpito al piede dallo scarpino di Messi. Nonostante il vistoso dolore che lo ha costretto a saltellare su una gamba sola, Spence si è subito rialzato; l’argentino ha così recuperato il possesso sulla fascia e ha pennellato al centro il cross per la zuccata vincente di Martínez.

L’analisi di Glen Johnson: «Siamo troppo buoni»

Ai microfoni di Mirror Football, l’ex difensore della nazionale inglese Glen Johnson ha spiegato perché, a suo avviso, l’arbitro Ismail Elfath e la sala VAR non siano intervenuti a sanzionare il contatto, escludendo favoritismi per l’Argentina: «Bisogna dare merito a Djed per essersi rimesso subito in piedi, ma in certi momenti della partita devi essere più furbo. A volte siamo semplicemente troppo buoni. Se Spence fosse rimasto a terra, avrebbe costretto il VAR a prendere una decisione. Invece si è rialzato immediatamente, e credo che sia questo il motivo per cui l’azione non è stata rivista e nessun altro calciatore inglese ha protestato».

I rimpianti di un suicidio tattico

L’episodio incriminato corona una ripresa da incubo per la squadra di Thomas Tuchel, passata in vantaggio al 55′ con Anthony Gordon prima di rintanarsi frettolosamente in un baricentro troppo basso. Una scelta conservativa punita prima dal pareggio di Enzo Fernández — favorito da una colossale disattenzione di Stones, Bellingham e Rogers — e poi dal sigillo finale di Martínez.

Mentre l’Argentina si prepara a sfidare la Spagna nella finalissima di domenica, per l’Inghilterra resta solo la delusione della finale per il terzo posto contro la Francia, in programma sabato 18 luglio.

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