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Mondiali

Spagna in estasi, Francia nel caos: la semifinale di Dallas apre una nuova era

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Deschamps

Spagna e Francia hanno dato inizio ad una nuova era dopo la semifinale dei Mondiali 2026. La ricostruzione di quanto successo

La festa spagnola a Dallas è cominciata subito dopo il fischio finale, con i tifosi della Roja pronti a intonare cori beffardi al passaggio del pullman francese in uscita dallo stadio. La superiorità degli uomini di Luis De La Fuente è stata schiacciante, certificata dal controllo totale del gioco (51% di possesso palla e primo intervento di Unai Simón giunto solo all’81’ minuto) e da una straordinaria forza fisica, con il 56% dei duelli complessivi e il 68% di quelli aerei vinti dagli spagnoli.

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La nazionale iberica, imbattuta da ben 37 partite e con un solo gol subito nell’intero torneo, vola così in finale a 16 anni di distanza dallo storico trionfo del 2010. «Bisogna scegliere saggiamente i compagni di viaggio», ha commentato il ct De La Fuente, elogiando l’attitudine di un gruppo privo di personalismi. Le chiavi del successo risiedono nella crescita di Rodri a centrocampo e nel dinamismo di Dani Olmo, straordinario nel fare densità in mediana. Ne beneficia la fase difensiva: la Spagna concede appena 0,3 occasioni a partita, guidando la classifica mondiale delle retroguardie più solide.

Francia sotto shock: tensioni e il “piano passaporti” di Zizou

La Stampa scrive oggi che in Francia, la delusione per i 20,2 milioni di telespettatori è stata enorme, definita una vera e propria «doccia fredda» dalle istituzioni. La sconfitta ha purtroppo innescato anche gravi disordini sociali: il ministero dell’Interno ha registrato violenze urbane in ben 183 città, culminate in 342 controlli e 250 fermi da parte delle forze dell’ordine.

Mentre i francesi si preparano a disputare la finale per il terzo posto sabato, l’intero movimento si interroga sul flop. L’avventura di Didier Deschamps sembra ormai giunta al capolinea dopo 14 anni. Per la sua successione si fa sempre più imminente la panchina di Zinédine Zidane; secondo indiscrezioni, Zizou avrebbe già avviato in segreto il suo “piano passaporti”, contattando diversi calciatori con doppia cittadinanza per convincerli a scegliere la maglia dei Bleus.

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