Italia
Italia, rigori fatali contro la Bosnia: al 120’ nessun azzurro aveva mai segnato dal dischetto in Serie A
Italia eliminata ai rigori: contro la Bosnia mancavano rigoristi veri, zero gol dal dischetto in Serie A tra i presenti in campo
Il giorno dopo la dolorosa eliminazione contro la Bosnia, resta soprattutto la necessità di capire cosa non abbia funzionato. La terza esclusione consecutiva dai Mondiali non può essere attribuita a un solo errore: è il risultato di anni di scelte sbagliate, limiti strutturali e mancanza di continuità. Nella notte di Zenica, però, il destino degli azzurri si è deciso ai rigori, la stessa lotteria che cinque anni fa aveva regalato un Europeo e che stavolta ha mostrato il lato più crudele. Non è solo questione di sfortuna: l’Italia è arrivata al momento decisivo senza veri rigoristi in campo.
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La gestione dei cambi ha pesato. Tra i titolari c’erano diversi giocatori abituati a calciare dagli undici metri, ma uno dopo l’altro sono stati sostituiti da Gattuso: Retegui, Politano, Locatelli, Kean e infine Barella, tutti con una buona percentuale realizzativa in carriera. Al momento della scelta dei tiratori, in campo erano rimasti soltanto giocatori con pochissima o nessuna esperienza dal dischetto. Tonali è stato l’unico a segnare, pur non avendo mai calciato un rigore in Serie A o in Premier League. Gli altri – da Cristante a Spinazzola, fino ai difensori – non avevano alcun curriculum in materia.
A rendere ancora più evidente il problema ci sono i rimpianti degli assenti. Scamacca, impeccabile in Serie A dal dischetto, era in tribuna; tra i non convocati figuravano rigoristi di altissimo livello come Berardi, Orsolini, Pellegrini e Bernardeschi. Analisi che, col senno di poi, possono sembrare semplicistiche, ma un dato resta incontestabile: l’Italia è arrivata al momento più delicato senza esperienza, senza freddezza e senza specialisti. Un limite che ha pesato quanto la prestazione e che contribuisce a spiegare perché la Nazionale salterà il terzo Mondiale consecutivo.