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2013

Juventus, Ronaldo: «Con questo stadio già nel futuro»

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JUVENTUS RONALDO – Luis Nazario da Lima, conosciuto più come “Fenomeno” oltre che come Ronaldo, ha fatto un blitz a Torino, dove ha visitato la Juventus in mattinata a allo Stadium e al Museum nel pomeriggio per una full immersion a tinte bianconere. Intervistato da Tuttosport, l’ex attaccante ha dichiarato: «Che bello il Museum! Ogni squadra dovrebbe averne uno. Con i nuovi stadi che stanno costruendo per i mondiali ci sarà qualcosa di simile anche in Brasile. Questo è il futuro e la Juventus, da quello che ho visto oggi, è una squadra che è già nel futuro. La sala dei trofei è di notevole impatto e certe maglie mi hanno emozionato, ma devo dire che l’ultima stanza, quella in cui sembra di scendere in campo dentro uno stadio pieno, fa davvero effetto! Diciamo che l’emozione di un vero pubblico e veri spalti non si può comparare a nulla, ma quella stanza rende abbastanza l’idea di cosa si sente e si vede. Stadium? Impianto moderno e bellissimo. Ma uno stadio va visto pieno e me lo godrò del tutto domani sera (questa sera per chi legge, ndr ): vado a vedere Juventus-Milan. Per chi tiferò? Per lo spettacolo. E’ una sfida che ha sempre avuto un’atmosfera pazzesca e vorrei godermi una bella partita. Ho visto la Juventus di recente e mi ha colpito il gioco di Conte: moderno e molto europeo. Beh, noi vogliamo sempre vedere il bel gioco e lo spettacolo, in Europa c’è la cultura della vittoria. Io che sono brasiliano, ma ho passato la mia carriera da voi sto nel mezzo e quindi apprezzo molto il gioco della Juventus».

Il brasiliano ha poi parlato di Conte e delle sfide passate con la Juventus, che poi ha analizzato: «Me lo ricordo bene: era un duro e soprattutto era dappertutto. Dove ti giravi lo trovavi: attacco, difesa, in mezzo… Correva di più? Come distanza forse, non come velocità. Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi… Cos’ha in più ora? Forse l’organizzazione: dalla società alla squadra c’è un piano. D’altra parte non si riemerge così da momenti difficili come quelli che ha passato il club senza un serio progetto. E’ questo che fa la differenza nel calcio moderno: la capacità di guardare al futuro».

Ronaldo, membro del Consiglio di Amministrazione del Comitato Organizzatore del Campionato del Mondo FIFA 2014, ha poi parlato delle sue ambizioni e di alcuni fuoriclasse: «Allenare non fa per me. Basta pantaloncini, allenamenti, ritiri: non ce la farei più a sopportare tutta questa roba. Mi piace quello che sto facendo per la Confederations e i Mondiali nel mio Paese e non sento ancora l’ambizione di ricoprire un ruolo più importante, ma ho tante idee che prima o poi mi piacerebbe realizzare. Il calcio è uno sport in ritardo da parecchi anni, servono novità in tutti i campi: dalle strutture al modo di giocare, dalla gestione alle regole. Tutto, in ogni caso, deve partire dai nuovi stadi: ogni squadra deve averne uno e deve essere un posto dove sia bello vedere la partita. E’ per questo che la Juventus è già nel futuro e il Brasile ci sta entrando. Chi meglio tra Messi e Cristiano Ronaldo? Dico Messi, perché mi sembra un po’ meglio, ma aggiungo che Cristiano ha avuto una bella sfiga! Sarebbe stato il più grande in molte altre epoche e gli capita di giocare insieme a un altro grandissimo. Neymar lo diventerà? Ha le potenzialità. Bisogna valutare quale sarà il suo impatto con il calcio europeo quando arriverà nel Barcellona. Ora in Brasile è sotto accusa perché spesso sbaglia le partite importanti e, soprattutto, quelle contro le nazionali europee. Soffrirà il primo anno, ma sono convinto che quando si sarà ambientato entrerà nel club dei più forti».

In proposito a Bebeto, opzionato dalla Juventus, e sulla sua visita a Vinovo, Ronaldo ha poi concluso: «E’ forte. Ha giocato molto poco nel Flamengo, ma da quello che ho visto e da come mi hanno parlato di lui è sicuramente un talento. Chi ho salutato a Vinovo? Pirlo e Buffon, due… fenomeni! Nello spogliatoio, davanti a tutti, Gigi ha detto: guardatelo bene, questo è l’unico che mi ha messo seriamente in difficoltà. Ma se mi hai parato un rigore e un sacco di tiri che ero sicuro finissero dentro! (risata) Che belle sfide con Gigi. Pensate che rivedendo i miei gol ho scoperto che se tiravo basso lui la prendeva sempre, mentre sono sempre riuscito a segnare contro di lui con tiri un po’ più alti. Solo che – maledizione! – l’ho scoperto dopo aver smesso di giocare». 

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