Hanno Detto
Lavezzi racconta il dramma vissuto: «Avevo toccato il fondo, ho conosciuto l’oscurità. Facevo del male a me e a chi mi stava vicino». La toccante confessione del Pocho
Lavezzi, ex attaccante del Napoli e del Psg, si è raccontato in questa intervista. Ecco la drammatica confessione del Pocho
Dopo mesi di preoccupazione, Ezequiel Lavezzi torna a parlare. L’indimenticato Pocho, attaccante che ha infiammato i tifosi del Napoli dal 2007 al 2012, ha rilasciato una toccante intervista al Corriere della Sera, svelando i dettagli del delicato momento affrontato di recente e il suo percorso di recupero.
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La battaglia contro il buio e la depressione
L’ex campione argentino non ha nascosto le difficoltà vissute: “Ho attraversato un periodo difficile, ma ora sto bene“. Lavezzi ha descritto senza filtri la sua drammatica esperienza: “Un profondo malessere, ho conosciuto l’oscurità. Mi facevo del male. A me e a chi mi stava vicino. Alternavo depressione a crisi di ansia. Non ero mai lucido, la testa piena di pensieri negativi”.
La svolta è arrivata grazie agli affetti e al supporto medico: “Avevo toccato il fondo, non riuscivo più a vedermi così. Grazie al sostegno di mia moglie e della mia famiglia mi sono affidato a degli psicologi e ad altri specialisti di una clinica. Il mio percorso non è finito. Do un consiglio a chi soffre così: chiedete aiuto. Provo orgoglio per essere riuscito ad accettare e poi ad affrontare le mie fragilità. E anche gratitudine: star così male mi ha cambiato come persona. Sono un uomo più consapevole e maturo. A volte non puoi conoscere la luce senza aver visto il buio”.
Il calcio come salvezza e il no all’Atalanta per il Napoli
Guardando al passato, il calcio ha rappresentato un’ancora di salvezza: “I miei genitori erano separati, io stavo con mia mamma, che era sempre al lavoro. Passavo il tempo a giocare con gli amici in strada. Nel mio quartiere si spacciava droga, si girava armati. Senza pallone non so dove sarei finito. Dai 13 ai 15 anni, mi misi a fare l’elettricista. Il calcio mi annoiava, come poi mi è capitato altre volte in carriera. Un giorno però giocai una partitella con gli amici e dei procuratori mi notarono e mi proposero di tornare: “Ma devi iniziare a fare una vita da professionista”. Accettai”.
Sull’arrivo in Serie A, svela un retroscena di calciomercato: “La prima a volermi è stata l’Atalanta. Era arrivata anche a offrirmi la cifra che avevo chiesto, ma poi si è presentato il Napoli. Per noi argentini era la città di Maradona. Ho rinunciato ai soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro. Poi mi hanno cercato tutte le big, ma in Italia c’è solo il Napoli per me. Per questo poi ho scelto il Psg”.
Una nuova vita in famiglia
Oggi le priorità di Lavezzi sono cambiate radicalmente: “Voglio essere una persona che non dimentichi quello che ha passato, che riesca ad accogliere la semplicità e che si goda la famiglia. Voglio vivere, ho la fortuna di avere due figli, il dono più grande della vita. Il calcio? È stato e sarà sempre il mio migliore amico, ma ora sto bene così, ora non è più importante”.