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Editoriale

Il calore di Lukaku e Kessié, la freddezza di Cristiano Ronaldo

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L’ultimo lunedì di luglio ha mostrato le diverse facce dei leader: Lukaku e Kessié dichiarano amore, CR7 continua a tacere o quasi

Avranno goduto non poco i tifosi “milanesi” per le parole al miele di Lukaku e Kessié. Un atteggiamento ben differente da quello mostrato da Cristiano Ronaldo, ancora a secco di parole concrete.

Che Romelu Lukaku sia ormai nel cuore di tutta l’Inter non è certo una novità. Ancora una volta il colosso belga ha mostrato il suo attaccamento alla maglia con parole da leader. Sempre in sintonia con l’ambiente e mai fuori posto in nessuna delle sue esternazioni.

Se sull’amore del nerazzurro c’erano onestamente ben pochi dubbi, su quello del rossonero aleggiavano nubi piuttosto ingombranti. E invece Franck Kessié le ha spazzate via tutte con forza e convinzione dichiarando di voler proseguire la sua avventura con il Milan.

Lo ha fatto in un’intervista di tale naturalezza e spontaneità che al ritorno dai Giochi Olimpici di Tokyo la sensazione è che davvero il famigerato rinnovo possa essere semplice formalità. Certo, finché non c’è una firma le certezze non esistono, soprattutto quando si tratta di calciomercato. Ma un dietrofront dopo essersi autoproclamato “Presidente” a vita sarebbe un autogol francamente impensabile oggi.

Dal calore alla milanese alla freddezza in salsa piemontese. E non si tratta di generalizzare su divergenze interregionali, quanto piuttosto di porre l’accento sul primo giorno d’allenamento di Cristiano Ronaldo. Qualche selfie e un pugno di autografi al J Medical il contatto che il popolo bianconero attendeva da settimane.

Ma al di là dei sorrisi di rito, per quanto mascherati, ancora una volta è il silenzio a dominare. Ormai da mesi il fuoriclasse portoghese non si espone sul suo futuro e non dimostra il benché minimo attaccamento alla Juventus. E nemmeno il rientro alla base ha smosso le acque, eccezion fatta per un’anonima Instagram story. Non certo un comportamento da leader fiero e consapevole del proprio ruolo.