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Calcio italiano

Malagò torna a parlare del ct: «Mancini e Pirlo? Sì, possono esserci anche altri nomi». Cosa può succedere

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Malagò sul nuovo ct della Nazionale italiana: «Mancini e Pirlo? Sì, possono esserci anche altri nomi». Le ultimissime notizie

Giovanni Malagò ha affrontato una lunga serie di temi nel suo intervento in collegamento dagli studi di Sky Sport, spaziando dalla finale del Mondiale vinta dalla Spagna contro l’Argentina alle innovazioni introdotte durante la competizione, fino ad arrivare al rapporto tra politica e sport e alla scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale. Un intervento a tutto campo, utile per comprendere la direzione che la FIGC intende intraprendere nei prossimi mesi.

Interpellato sulla possibilità che la lista dei candidati al ruolo di CT non si limiti ai soli Roberto Mancini e Andrea Pirlo, Malagò ha lasciato aperta la porta ad altre soluzioni, confermando che la rosa dei nomi è più ampia di quanto inizialmente ipotizzato:

“Sì, possono esserci anche altri nomi”.

Una dichiarazione che amplia lo scenario e conferma come la nuova area tecnica stia valutando profili diversi per rilanciare il progetto azzurro.

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Il Mondiale appena concluso è stato anche un laboratorio di novità regolamentari e organizzative. Dagli hydration break pensati per tutelare i calciatori in condizioni climatiche estreme, fino all’intervallo prolungato della finale per consentire lo svolgimento dell’halftime show, la competizione ha introdotto elementi che hanno inevitabilmente generato discussione. Malagò non ha chiuso la porta a queste innovazioni, riconoscendone la portata e la necessità di un confronto:

“Sono aspetti innovativi, coraggiosi, diversi e anche discutibili. Hanno inevitabilmente aperto un dibattito. L’hydration break parte però da un presupposto sacrosanto, soprattutto quando si gioca con determinate temperature e un’umidità così elevata”.

Inevitabile, poi, il passaggio sul tema più atteso: la scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia. Malagò ha ribadito la piena sintonia con Paolo Maldini e Leonardo, sottolineando la serietà con cui i due dirigenti hanno deciso di abbracciare il progetto federale: “Ho impiegato due settimane per portarli a bordo. Sono persone molto serie e, pur essendo subito interessate al progetto, hanno voluto conoscere ogni dettaglio del ruolo e dell’organizzazione. Abbiamo fatto diverse chiamate e videoconferenze, dedicando pochissimo tempo alla parte economica”.

La scelta del CT dovrà essere condivisa da tutte le parti coinvolte, senza alcuna frizione interna.

“Non esiste alcun tipo di scontro. La condivisione deve essere totale e l’idea deve trovare tutti d’accordo. Stiamo entrando nel dettaglio di un profilo condiviso, ma ci sono ancora alcune variabili da valutare e carte da scoprire. Serve qualche altro giorno di pazienza, poi saprete tutto”. Un messaggio chiaro: la decisione è vicina, ma richiede ancora qualche passaggio prima di essere ufficializzata.

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